Una fiammata estiva per la produzione

Ad agosto balzo del 4,1% ma già settembre tira il freno -1,8%

Roma Estate di straordinari per le imprese italiane, seguita da un autunno con il segno meno. Ieri l'Istat ha reso noto il dato della produzione industriale di agosto, «mese tipicamente caratterizzato da livelli di produzione molto bassi», come sottolinea lo stesso istituto di statistica. Ma il dato registrato dice il contrario, con un aumento dell'indice destagionalizzato della produzione pari all'1,7% rispetto a luglio. La crescita dell'indice corretto per gli effetti di calendario si attestata a 4,1%. Nei primi otto mesi dell'anno la produzione è aumentata dell'1,0% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Un boost estivo alla produzione seguito da un settembre con il segno meno. Ieri, subito dopo la comunicazione del'Istat, il Centro studi Confindustria ha rilevato un calo della produzione industriale dell'1,8% rispetto ad agosto. Andamento, osserva il CsC, «coerente con un moderato incremento del Pil nei mesi estivi, dopo la stagnazione rilevata in primavera».

Per quanto riguarda i settori che in agosto sono andati meglio, i beni strumentali hanno registrato un +6,6% tendenziale, quelli intermedi il +3,1% e l'energia un +1,4%. Male i beni di consumo con un calo di mezzo punto percentuale.

Su base annua il settore auto ha registrato un aumento del 41,9% che porta l'incremento dei primi mesi del 2016 al 9,5%. Un dato «indubbiamente di buon auspicio in un quadro congiunturale che vede un rallentamento della crescita» anche se «va segnalato che agosto è, come è noto, un mese atipico», rileva Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. Peraltro «non va dimenticato che il dato di agosto è ancora al di sotto del livello ante-crisi di ben il 22,2% e che di conseguenza un recupero significativo dovrebbe procedere con tassi ben più elevati dell'1,7% congiunturale di agosto».

Prudenza anche da parte del governo. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, mentre il responsabile del Lavoro Giuliano Poletti considera il dato «molto positivo», da apprezzare «dentro un contesto che non è brillantissimo». Vero che i consumi vanno male, ma l'Italia è un paese di export e secondo il ministro è lì che «dobbiamo lavorare con maggiore attenzione».

AnS