Fiat: «A Pomigliano nessuna assunzione»

La Fiat non ha intenzione di assumere a Pomigliano 145 lavoratori iscritti alla Fiom come ordinato dal Tribunale di Roma. Per questo, oltre a presentare appello, chiederà alla Corte di Appello di sospendere l’esecuzione dell’ordine. Immediata la replica del sindacato Cgil: «Mi sembra che la Fiat non possa essere extraterritoriale. Non può prima creare il guaio discriminando e poi dire che la riparazione al guaio determina problemi insormontabili. Non esiste l’immunità, neanche per le imprese», replica Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom.
Quindi Sergio Marchionne, appena rientrato a Torino dalla Cina, prende in mano la partita Pomigliano. L’ad del Lingotto ha due appuntamenti importanti in agenda: oggi parteciperà alla presentazione del nuovo Iveco Stralis e martedì, sempre a Torino, a quella della 500L, prodotta in Serbia. La questione Pomigliano sta però particolarmente a cuore a Marchionne: racchiude tutta la sua filosofia sugli investimenti in Italia e sulle condizioni per realizzarli. Dalla Cina ha definito la vicenda folclore locale.
Ora il Lingotto spiega che la decisione del Tribunale di Roma «impatta sulle attività del suo stabilimento» e dovrà essere «impugnata per numerose ragioni, sia in fatto, sia in diritto». Fabbrica Italia Pomigliano non può assumere 145 persone attuali dipendenti di Fiat Group Automobiles «solo perchè in un certo momento iscritte alla Fiom»: l’esecuzione dell’ordine - secondo la Fiat - al di là della complessità del processo di selezione dei singoli, causerebbe infatti gravi distorsioni nell’attuale contesto operativo di Fip. Il numero dei dipendenti è ad oggi più che adeguato a far fronte alle attuali esigenze di mercato.
Qualsiasi ulteriore assunzione comporterebbe il contemporaneo ricorso alla cassa integrazione, se non a procedure di mobilità, nel caso in cui la cassa integrazione non fosse disponibile, per un numero di dipendenti corrispondente a quello dei nuovi assunti, inclusi probabilmente alcuni provenienti dal gruppo dei 145 appena assunti in esecuzione all’ordinanza del Tribunale.