Fiat si compra tutta la Chrysler

Firmata l'intesa con Veba sul 41,5%, l'esborso si ferma a 1,75 miliardi. Il Lingotto: "Nessun aumento di capitale"

Alla fine tutto è andato secondo copione: Fiat ha vinto il lungo braccio di ferro con il fondo americano Veba e si prende il restante 41,5% di Chrysler. Le parti si sono accordate il giorno di Capodanno per complessivi 1,75 miliardi di dollari, una somma distante anni luce dai 5 miliardi di dollari pretesi fino a qualche mese fa dal fondo previdenziale stesso e che Sergio Marchionne aveva respinto al mittente con una battuta: «Posso regalare loro un biglietto della lotteria». A questo punto, in quattro anni, il Lingotto per accaparrarsi il 100% della casa automobilistica di Auburn Hills, ha speso in tutto circa 3,7 miliardi di dollari. E anche in questo caso quanto sborsato in varie riprese dal gruppo di Torino dista anni luce dall'astronomica cifra di 36 miliardi di dollari spesi dal colosso tedesco Daimler per acquisire, nel 1998, il gruppo Chrysler (matrimonio rivelatosi poi un fallimento). A conti fatti, dunque, Chrysler diventa «italiana» per una somma intorno a 2,6 miliardi di euro.

Che il periodo tra il Natale 2013 e l'Epifania 2014 fosse caldissimo in vista di una definizione del prezzo del 41,5% di Chrysler, evitando così la quotazione del 16,6% della casa americana a Wall Street, il Giornale lo aveva messo in conto tempo fa. Il fondo Veba, con i conti in profondo rosso, rischiava di non riuscire a pagare le prestazioni ai propri iscritti; mentre per Fiat l'Ipo di Chrysler avrebbe comportato un pericoloso rallentamento dei piani d'integraazione tra i due gruppi con tutte le possibili ricadute sugli investimenti programmati.
«Aspetto questo giorno sin dal primo momento - il commento a caldo del presidente di Fiat, John Elkann - sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler. Il lavoro, l'impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi quattro anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale. Colgo questa opportunità per dare formalmente il benvenuto a tutte le persone di Auburn Hills nella nuova realtà frutto dell'integrazione di Fiat e Chrysler». Marchionne, da giorni negli Stati Uniti per seguire gli sviluppi del negoziato, sottolinea come l'accordo «ci permetterà di realizzare pienamente la nostra visione di creare un costruttore di auto globale con un bagaglio di esperienze, punti di vista e competenze unico al mondo». Nessun aumento di capitale è inoltre previsto.

La chiusura dell'operazione avverrà entro il 20 gennaio. Nel dettaglio, Veba riceverà un corrispettivo pari a 3.650 milioni di dollari, prima in un'erogazione straordinaria che Chrysler Group pagherà a tutti i soci, per un totale di circa 1.900 milioni; al closing, poi, Fiat verserà al fondo l'importo rimanente del prezzo di acquisto intorno a 1.750 milioni di dollari cui provvederà attraverso l'utilizzo di liquidità disponibile. Sono programmate ulteriori contribuzioni da parte di Chrysler Group a Veba per complessivi 700 milioni in quattro quote paritetiche pagabili su base annua. Verrà anche ritirata in via definitiva l'azione legale dinanzi al Court of Chancery del Delaware.

Il sindacato Uaw, a cui fa capo il fondo Veba, si è infine impegnato a sostenere le attività industriali di Chrysler Group e l'ulteriore implementazione dell'alleanza italoamericana.

Commenti

grath2005

Gio, 02/01/2014 - 08:49

Non capisco tutta questa soddisfazione; la FIAT da tempo fa auto pessime e dove ha messo mano (Lancia, Alfa...) ha disastri. Chrysoprase faceva già pena di suo percui bbasterà meno impegno per produrre dei bidoni. Altro marchio da cui stare lontani

wolfma

Gio, 02/01/2014 - 09:00

Ci vorrebbe Marchionni per raddrizzare l'Italia, ma lui è troppo intelligente per entrare in politica.

DICARLOV

Gio, 02/01/2014 - 09:01

fiat si compra Chrysler con i Soldi degli Italiani che da decenni pagala gli stipendi/cassa integrazione ai suoi dipendenti. io propongo al giornale di fare una inchiesta su questo, se è giusto, che una azienda che ricorre agli aiuti di stato da 50 anni, prende i soldi, invece di investirli in italia, aumenta la propria ricchezza acquistando negli States

magilla967

Gio, 02/01/2014 - 09:05

Bravi bravi. Tanto la mia prossima auto sarà ancora BMW o Audi, i vostri cessoni su ruote ve li tenete voi....

canaletto

Gio, 02/01/2014 - 09:07

con i soldi tutto è possibile salvo poi tutto distruggere (vedasi GM che fece fallire Saab ecc ecc)

Mario-64

Gio, 02/01/2014 - 09:37

Grande Sergio ,ce ne fossero di manager come lui. Se quei fessi dei tedeschi gli avessero ceduto Opel adesso sarebbe nato un gruppo delle dimensioni di Toyota.

Mr Blonde

Gio, 02/01/2014 - 09:55

marchionne un grande; dicarlov vecchio comunista solo a te e alla fiom non può piacere, ce ne vorrebbero 100.000. E comunque la cassa integrazione le aziende la pagano

fcf

Gio, 02/01/2014 - 10:59

Quando le aziende italiane possono lavorare senza blocchi di cemento ai piedi come quelli posti dai nostri ineffabili sindacati ti po CGIL-FIOM, si possono ottenere questi risultati. Fino a che l'economia italiana sarà intralciata dai neo comunisti continueremo ad affondare. Aspetto solo che adesso FIAT se ne vada dall'Italia per ringraziare ancora una volta i compagni e gli alleati di sacrestia.

killkoms

Gio, 02/01/2014 - 14:51

@magilla967,bracvo!ingrassa la culona che voleva sentire le grida degli italiani tartassati!meglio la"macchina"di fred flintstone che un gioiello tecnologico prodotto da chi disprezza il mio Paese!

Ritratto di scandalo

scandalo

Gio, 02/01/2014 - 18:20

Marchionne e il gioco delle tre carte !! ,,Se la Chrysler deve pagare un dividendo straordinario di 1,700 milioni di $ vorrà dire che la società varrà meno della stessa cifra !! Se la fiat paga 2 miliardi di $ vorrà dire che vale meno della medesima cifra ! certo ha acquisito il 50% della Chrysler , comunque svalutata del dividendo straordinario , ma questa quota vale l'impegno finanziario ?? il problema è che gli agnelli sono delle pigne secche e non volevano sborsare un becco di un quattrino !!