Fiera di Vicenza e Arezzo si alleano sull'oro

Verso un'unica piattaforma per il settore. Marzotto: «Insieme per vincere»

Milano Basta guardare ognuno al suo campanile. L'accordo presentato ieri al Palazzo delle Stelline di Milano tra Fiera di Vicenza e Arezzo Fiere e Congressi vuole essere un passo ulteriore, dopo l'avvicinamento di gennaio 2015, verso un'unica piattaforma per il settore orafo-gioielliero: il documento prevede un unico calendario nel 2016-2017 per evitare sovrapposizioni che nuocerebbero a entrambe, in prospettiva dell'unificazione finale. «Il mondo è cambiato - spiega Matteo Marzotto, a capo dell'ente veneto - la logica dei distretti non basta per competere nel mondo, Vicenza e Arezzo insieme possono presentarsi alle grandi fiere internazionali sotto il marchio Italia: un'unificazione che può essere funzionale anche per l'industria di cui siamo al servizio».Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo economico, è stato l'artefice della firma tra le due realtà, come riconosciuto dallo stesso Marzotto: «L'iniziativa è stata promossa da Calenda e quando hai un'istituzione superiore che ti aiuta tutto è più facile, ma anche in Andrea Boldi ho trovato oltre che un amico anche una persona con la stessa visione». Lo stesso Boldi, a capo di Arezzo Fiere, ha riconosciuto l'importanza del lavoro del governo: «Questo è il primo passo chiave di una collaborazione ancora più ampia. Al vice ministro Calenda riconosco il merito di essersi fatto interprete delle nostre richieste e di aver capito l'enorme potenziale del gioiello italiano». Per capire l'importanza dell'accordo basta guardare i numeri: Fiera di Vicenza e Arezzo Fiere e Congressi, attraverso le rispettive Manifestazioni Vicenzaoro e Oroarezzo, sono espressione di due distretti orafi di grande tradizione. Un comparto che conta 9mila imprese e 32mila addetti, un fatturato di 6,9 miliardi di euro (2014), un export di oltre 6 miliardi e un saldo commerciale positivo di 2,9. MBon