Fincantieri resta a galla Bono: «Ora lo sviluppo»

Fincantieri, la quattordicesima matricola da inizio anno, tiene nel giorno del debutto in Piazza Affari dove si è presentata con un flash mob: in circa quaranta, vestiti in parte da marinai, hanno ballato attorno a una nave di carta, circondati da coriandoli tricolore e palloncini bianchi e azzurri. Il secondo atto di una presentazione scenica, dopo la prua di un nave che sbucava dal palazzo della Borsa, che è ormai «un must» dopo la storica scenografia di Moncler. Guardando alle performance del titolo, dopo una seduta sottotono, ha chiuso in parità a 0,78 euro (lo stesso prezzo fissato per l'Ipo). Il valore massimo di giornata è stato toccato a 0,7865 euro, e a passare di mano sono state poco meno di 30 milioni di azioni.
Una performance che conferma la scelta dell'azienda di rivedere l'offerta tagliando di un terzo i titoli proposti al mercato da 709,9 milioni a 450 milioni per un controvalore di 351 milioni. E dà l'idea di come sia difficile, per un gruppo industriale italiano, non finanziario, sbarcare in Borsa e attrarre investitori. Una bella «gatta da pelare» per il governo che in prospettiva ha in programma una serie di altre delicate quotazioni.
A fare da contraltare alla scarsa presenza degli istituzionali (49,26 milioni di azioni) è stata la massiccia partecipazione del pubblico retail (400,7 milioni di azioni) che ha garantito, almeno per il momento, una minore volatilità. Lo dimostra il fatto che, a un'ora dall'avvio delle quotazioni, siano state scambiate azioni per appena 10,5 milioni di euro a fronte di una capitalizzazione di 1,3 miliardi.
«Al di là delle polemiche - ha aggiunto Bono - ho visto in questi giorni spirito di squadra; tutta l'azienda per la prima volta condivideva gli obiettivi». Quanto all'operazione (un'Opvs), «siamo soddisfatti - ha detto - di aver portato alla società 350 milioni, che non sono una bazzecola». Fincantieri userà questi soldi «per far crescere il valore dell'azienda, che era considerata da tutti fallita due anni fa, e noi l'abbiamo portata tra le prime al mondo».
Il gruppo è attivo nella progettazione e costruzione di mezzi navali a elevata complessità e alto valore aggiunto, e fin dalla presentazione del progetto di quotazione ha sempre detto di voler sbarcare in Borsa per crescere sui mercati esteri. In particolare quelli asiatici dove potrebbe esserci un consolidamento. «L'industria, in particolare quando ha queste caratteristiche, va capita con le sue potenzialità. Siamo contenti di essere riusciti a portare Fincantieri sul mercato, sia per l'azienda sia soprattutto per chi ci ha investito» ha commentato l'ad della Cdp (controllante attraverso Fintecna) Giovanni Gorno Tempini. Sulle ragioni dello scarso successo riscontrato dall'Ipo tra gli investitori istituzionali, Gorno Tempini ha osservato che ci sarebbe molto da dire: «a partire dalle tante Ipo che si sono sommate in questa fase di mercato. In ogni caso - ha ribadito - le caratteristiche specifiche di Fincantieri necessitano di maggiore comprensione da parte degli investitori istituzionali».