Finmeccanica, maxi-ordine in Kuwait

Commessa da 8 miliardi per il consorzio Eurofighter, di cui la metà per il gruppo italiano. Scatta il titolo (+5,4%)

Finmeccanica e i suoi soci internazionali vendono 28 caccia Eurofigter Typhoon al Kuwait, una commessa del valore complessivo di 7-8 miliardi; la quota del gruppo italiano, circa il 50%, rappresenta il più grande ordine mai ottenuto. Il titolo, al diffondersi delle prime indiscrezioni, ieri pomeriggio ha «strappato» in Borsa, chiudendo con un sonoro più 5,41%, a quota 12,47 euro (contro un meno 0,63% dell'indice principale); significa all'incirca più 120% dall'inizio dell'«era Moretti».

L'accordo, ora in attesa delle formalizzazioni, è stato sottoscritto ai massimi livelli nell'incontro romano di Villa Doria Pamphili tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il suo omologo del Kuwait, Sheikh Jaber Al Mubarak Al Hamad Al Sabah. A conferma che la politica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dei rapporti economici internazionali del Paese.

Oggetto dell'accordo, come dicevamo, è la fornitura di 28 velivoli da caccia Eurofighter Typhoon, 22 monoposto e 6 biposto, prodotti in Italia ed equipaggiati con il radar a scansione elettronica di ultima generazione Aesa (Active Electronic Scanned Array). Del consorzio Eurofighter, oltre all'Italia, fanno parte Germania, Spagna, e Gran Bretagna; la partecipazione di Finmeccanica è del 36%, attraverso Alenia Aermacchi e Selex ES, ma la quota in questa fornitura è superiore, perché il gruppo guidato da Mauro Moretti fornirà anche logistica, manutenzione e addestramento, così che il ricavo sarà di 4 miliardi in tutto, spalmati su un periodo di vent'anni; la cifra è considerevole, considerando che Finmeccanica fattura circa 13 miliardi all'anno. L'operazione ha ricadute importanti perché consolida sul lungo periodo l'occupazione soprattutto negli stabilimenti piemontesi (Torino Caselle) e lombardi (Varese e Nerviano), più in quelli di Foggia dove vengono prodotti componenti per le ali.

L'Italia è capofila industriale del progetto Eurofighter, un bell'esempio di cooperazione europea che occupa nel Continente, tra diretti e indiretti, non meno di 100mila lavoratori. Finmeccanica è impegnata, come si sa, anche nel programma F 35 dell'americana Lockheed Martin, ma va osservato che i due velivoli militari non sono concorrenti tra loro ma anzi si completano a vicenda: l'applicazione tipica dell'Eurofighter è il duello aereo, mentre l'F35 è un caccia bombardiere. Molti Paesi, Italia compresa, li hanno (avranno) in flotta entrambi.

La campagna commerciale in Kuwait è iniziata nel 2012 con le prove di volo e le valutazioni tecniche e operative, condotte sia in Italia che nel Golfo. Il Kuwait diventerà quindi l'ottava nazione (dopo i quattro Paesi del consorzio più Austria, Oman e Arabia Saudita) ad utilizzare il velivolo europeo come fulcro del proprio sistema di difesa.

La commessa annunciata ieri ha un forte valore strategico per Finmeccanica, le cui scelte recenti, contenute nel piano industriale al 2019, sono state fortemente indirizzate verso il business militare. Ricordiamo che al 30 giugno il portafoglio ordini del gruppo ammontava a 29,3 miliardi, di cui 12,6 miliardi relativi agli elicotteri, 9,2 all'elettronica per la difesa e 6,9 all'aeronautica.