Finmeccanica, solo a giugno il nuovo verticeIl ministro Giarda: «Decida un esecutivo con pieni poteri». Conferme in Cdp

Lo stallo politico con conseguente prorogatio del governo Monti ha rallentato il gran valzer delle nomine nelle società a controllo pubblico. In particolare, quello di Finmeccanica. Ieri il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha annunciato alla conferenza dei capigruppo della Camera che l'esecutivo chiederà il rinvio dell'assemblea della holding di Piazza Montegrappa, inizialmente prevista per lunedì prossimo. «Siamo in grado di acquistare tempo», ha detto il ministro. E così l'assise di Finmeccanica che dovrà rinnovare il cda dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Orsi e del consigliere Franco Bonferroni, in seguito alle indagini sulle commesse indiane, è destinata a svolgersi nel mese di giugno. Il rinvio dell'approvazione del bilancio costituisce l'escamotage per il differimento.
Tutto dipenderà da eventuali «schiarite» del quadro politico. «Il nostro orientamento - ha detto Giarda - è che le nomine vengano fatte da un governo in carica in pienezza di poteri e non dimissionario».
Nella corsa per la presidenza di Finmeccanica si registra ormai da settimane il posizionamento ai blocchi di partenza del direttore del Dis (nonché ex segretario generale della Farnesina) Giampiero Massolo e del numero uno della Sace (ed ex ambasciatore a Washington) Giovanni Castellaneta. Più passa il tempo e più invece sarà difficile scalzare - sempre per motivi «politici» - dal vertice del management Alessandro Pansa. Lo stesso discorso vale per l'ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, i cui meriti sono certificati dai bilanci in attivo.
Confermata, invece, per il prossimo 17 aprile l'assemblea della Cdp che dovrà rinnovare il cda. Per decidere sulla governance dell'istituto - controllato al 70% dal Tesoro e al 30% da 64 Fondazioni di origine bancaria - non era possibile un allungamento dei tempi. I due soci di riferimento sono comunque in sintonia: l'attuale ministro dell'Economia Vittorio Grilli è favorevole alla conferma di Giovanni Gorno Tempini (scuola Intesa) come ad, avendolo scelto lui stesso ai tempi di Tremonti. Gli enti, invece, vedono bene la permanenza in carica del presidente Franco Bassanini.