Finmeccanica vince in India e firma la pace con l'Olanda

Finmeccanica incassa due successi in campo giudiziario: uno per la vicenda degli elicotteri indiani della controllata AgustaWestland e l'altro nella controversia con le Ferrovie olandesi in merito al contratto per i treni ad alta velocità Fyra di Ansaldo Breda. E il mercato premia il titolo (+6,2%), aspettando fiducioso i conti di domani che, secondo indiscrezioni di stampa, si accompagnerebbero all'annuncio di un taglio significativo dei costi.
Il tribunale di Milano ha dato dunque torto all'India, respingendo la richiesta da parte del governo di Nuova Delhi di incassare garanzie bancarie per 278 milioni di euro da Finmeccanica, relativamente alla cancellazione di un ordine per 12 elicotteri di AgustaWestland: una commessa finita al centro di un'inchiesta per corruzione, per cui è imputato davanti al tribunale di Busto Arsizio l'ex presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. Con la decisione del Tribunale di Milano, quindi, AgustaWestland mette al sicuro i 270 milioni garantiti da un pool di banche: una trentina di milioni circa, invece, sono già stati incassati dall'India. Il governo indiano potrà comunque proporre appello contro la decisione, presa dal giudice della sesta sezione civile del tribunale di Milano, Antonio Stefani. Sulla commessa pende anche un arbitrato internazionale chiesto da AgustaWestland e accolto dall'India.
Sempre ieri, è stato firmato anche l'accordo con Ns, le Ferrovie olandesi, che prevede «la riconsegna di tutti i treni V250 ad AnsaldoBreda - si legge in una nota della capogruppo Finmeccanica - a fronte della restituzione di 125 milioni di euro» alla compagnia ferroviaria. Un accordo «vantaggioso per entrambe le parti che eviteranno, così, lunghi e dispendiosi(anche in termini di costi ed energie) procedimenti giudiziali», conclude la nota.
Soddisfatto l'ad di Finmeccanica, Alessandro Pansa: le notizie sulla conclusione delle vertenze in India e in Olanda «costituiscono - ha affermato - un attestato di fiducia nei confronti del gruppo e confermano la correttezza del nostro operato».
Ma a spingere il titolo Finmeccanica in Piazza Affari sono state anche le attese di un taglio dei costi, che secondo indiscrezioni di stampa potrebbe avere un valore di 900 milioni di euro lordi - pari a 500-700 milioni netti - nel giro di 24-36 mesi. L'eventuale annuncio avverrà domani, in occasione della pubblicazione del bilancio 2013. L'ipotesi, per altro, ha rassicurato gli investitori al punto da mettere in ombra anche il timore che il governo decida di tagliare gli ordini degli F35, i cacciabombardieri costruiti in buona parte da aziende controllate da Finmeccanica, come Alenia Aermacchi. L'Italia ne ha ordinato 90 esemplari (cifra già ridotta dal governo Monti rispetto ai 131 iniziali) per un investimento complessivo di oltre 13 miliardi: ma il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha già annunciato l'intenzione del governo di ridurre ulteriormente questa fornitura.