Fisco, modelli e imposte ci costano 17 miliardi

Un conto salato dovuto alle complicazioni e ai continui aggiornamenti della macchina fiscale

La macchina del fisco ci costa 17 miliardi di euro. Il conto diviene salato a causa delle pratiche fiscali portate avanti dagli italiani in circa 12 mesi. Un altro dato inquietante che emerge da uno studio del Sole 24 Ore riguarda le giornate lavorative spese per gli adempimenti fiscali: 19,3 milioni. Un dato che fa capire quanto la pressione fiscale e la burocrazia tassarola possa essere un freno anche alla produttività. A sottrarre via tempo e denaro agli italiani sono soprattutto versamenti, comunicazioni e dichiarazioni. L'operazione fiscale più pesante è quella della dichiarazione dei redditi, soprattutto per quanto riguarda le società o gli enti. Il costo medio è di 695 euro e più tre ore e mezza di lavoro. Invece l'operazione fiscale meno onerosa è quella del pagamento dell'F24: per portarlo a termine bastano 21 euro e un quarto d'ora.

Poi bisogna considerare anche il versamento unificato. Nei primi quattro mesi dell'anno sono stati eseguiti 9,3 milioni su Entratel e quasi 500 mila su Fisconline. Gli esperti prevdono un boom di pagamenti online quando scatterà il pagamento di Unico, Imu e Tasi. Ma di fatto le norme complesse del Fisco italiano portano via denaro. Una sorta di tassa nascosta che viaggia tra i contenziosi fiscali che gli italiani fanno scattare soprattutto per l'interpretazione delle norme. Il fisco è sempre più un "mostro" che brucia le tasche degli italiani e adesso anche il loro tempo libero...

Commenti

agosvac

Lun, 04/05/2015 - 13:56

Io non credo che Renzi sia effettivamente di sinistra, credo sia abbastanza intelligente da non esserlo. Purtuttavia è segretario di un partito di sinistra e capo di un Governo di sinistra. Questo è il vero problema dell'Italia. Infatti ormai è risaputo che la crescita economica dipende solo ed esclusivamente dalla diminuzione delle tasse che gravano sugli italiani. Questo Governo non può diminuire le tasse perché andrebbe contro il suo stesso dna: i sinistroidi vivono di tasse e non possono neanche pensare ad una loro diminuzione. Però, meno tasse= più possibilità di spendere= necessità delle imprese di assumere. E' semplicissimo, solo la sinistra non riesce a capirlo!!!

il veniero

Lun, 04/05/2015 - 15:46

la burocrazia sulle imprese è effettivamente aumentata di parecchio in questi anni . Per ora la pressione del fisco ed uffici accertatori vari è bassa ... hanno capito che far chiudere imprese non è saggio e che spesso i controlli rappresentano la fatidica "goccia" . ASPETTATE che la ripresa sia + concreta e faranno fruttare le innumerevoli sanzioni conseguenti alla nuova burocrazia ...faranno cassa sui coliti sudditi .

Rossana Rossi

Lun, 04/05/2015 - 16:25

Le imprese? Oramai si lavora solo per mantenere lo stato, altro che ripresa.........chi può se ne vada all'estero fin che è in tempo.....

marcomasiero

Lun, 04/05/2015 - 16:41

impresa ? impresa è riuscire a sopravvivere, si vive alla giornata anche nelle tecnologie avanzate (non tutti sono Finmeccanica) !!! le cartelle si susseguono una dietro l' altra ma se non ci sono soldi per pagare affitti e spese figuriamoci per le cartelle inps etc etc etc... eppure è così logico: meno tasse = sicurezza di poterle pagare !!!