Fondi, raccolta e rendimenti fanno volare il patrimonio

Ad aprile l'industria italiana del risparmio gestito ha registrato il suo nuovo record in termini di patrimonio, toccando quota 1.405 miliardi di euro, l'1% in più rispetto a marzo e il 5,5% sopra il livello di fine dicembre 2013. Un risultato trainato dalle performance, ma anche dalla raccolta netta mensile, in attivo per 7 miliardi. Il mese scorso le gestioni collettive hanno prevalso, con 3,88 miliardi di raccolta, sulle gestioni di portafoglio: nelle prime, determinante l'apporto dei fondi aperti che hanno di fatto totalizzato l'intero volume di sottoscrizioni (3,88 miliardi). Nelle gestioni di portafoglio meglio le gestioni istituzionali (3,18 miliardi) rispetto a quelle di tipo retail (647 milioni).
Con aprile, la quota delle gestioni collettive si attesta al 45,5% del totale (con 639 miliardi di asset) mentre le gestioni di portafoglio valgono il restante 55,5% (766 miliardi). Per quanto riguarda i fondi comuni, i flessibili tornano a essere i più gettonati del mese (tre i miliardi di raccolta netta), seguiti a distanza dagli obbligazionari (1,69 miliardi) e dagli azionari (281 milioni); saldo negativo, invece, per i monetari (-999 milioni) e, a sorpresa, per i bilanciati (-146 milioni).
A fine aprile, agli obbligazionari faceva capo un patrimonio complessivo di 285,9 miliardi (pari al 47,9% del totale), agli azionari asset per 123,9 miliardi (20,7%), ai flessibili 118,7 miliardi (19,9%), ai bilanciati 35,8 miliardi (6%) e ai monetari 23,6 miliardi (3,9%). Sorpresa anche dai flussi di sottoscrizione verso i fondi di diritto italiano che hanno raccolto 2,6 miliardi, il doppio rispetto a quelli esteri (1,3 miliardi): questi ultimi, tuttavia, mantengono saldamente il 70% della quota di mercato, con 418 miliardi di asset complessivi, mentre il 30% fa capo ai fondi di diritto italiano il cui patrimonio, a fine aprile, ammontava a 179,4 miliardi.