Fonsai, Consob contesta il bilancio Unipol per l’aumento a inizio luglio

I conti di Fonsai assomigliano sempre più a un campo minato: dopo la minaccia di commissariamento avanzata dall’Isvap, ieri è stata la Consob a far partire un procedimento che potrebbe portare fino all’impugnazione del bilancio. I dubbi della Commissione, che ha spedito una lettera di contestazione pretendendo una risposta entro dieci giorni, si concentratano su una posta da 517 milioni relativa alle riserve tecniche sinistri, che appare non conforme con i criteri contabili Ias.
In particolare, gli sceriffi di Giuseppe Vegas vogliono chiarezza circa le «modalità di carico» della maxi-pulizia di bilancio, approntata dall’amministratore delegato Emanuele Erbetta e dal direttore generale Piergiorgio Peluso al termine del 2011 per rimediare a quella che era da subito parsa la politica di sottorisevazione seguita dal precedente capo azienda Fausto Marchionni. In sostanza la Consob contesterebbe un errore perché le rivalutazioni si riferiscono a più anni e, quindi, il peso avrebbe dovuto essere spalmato. La linea di difesa del gruppo dovrebbe ruotare attorno al fatto che il taglio corrisponde a quando la nuova gestione ha completato l’esame dei conti e ha deciso di applicare criteri più restrittivi: Erbetta ha preso il comando a gennaio 2011 e a giugno è stato affiancato da Peluso, «inviato» da Unicredit per mettere ordine nella finanza della compagnia assicurativa.
Indipendentemente dall’esito della diatriba, non ci sarebbero ricadute sul patrimonio di Fonsai perché, stando alla compagnia, si tratterebbe di una questione più interpretativa che di sostanza. Quello che colpisce è, comunque, l’accerchiamento delle Authority attorno a «casa Ligresti»: Fonsai deve, infatti, rispondere del proprio «magazzino» riserve entro il 30 giugno, lo stesso giorno in cui scade l’ultimatum dell’Isvap sul nodo della governance e delle parti correlate.
Non per niente Erbetta rientrerà già oggi da Amsterdam, dove ha incontrato alcuni broker di riassicurazione: questa mattina sarebbe infatti previsto un vertice con Angelo Casò e i rappresentanti dello studio Carbonetti per passare al setaccio ogni singola operazione effettuata con le parti correlate, così da accertarne le eventuali responsabilità e danni subiti dalla compagnia: nel mirino restano alcune compravendite immobiliari con la galassia Ligresti, le consulenze ricevute dall’ingegnere di Paternò e i compensi intascati dal consiglio, a partire da quelli a favore di Marchionni. Lunedì, o al massimo martedì mattina, il dossier sarà sottoposto al comitato indipendenti in vista del board immediatamente sucessivo.
Incassato il via libera alla fusione da parte di Isvap e Antitrust, questa mattina sarà invece Unipol a illustrare al mercato il piano di integrazione con Fonsai, da cui nascerà il secondo polo delle polizze del Paese dopo Generali: gli aumenti di capitale scatteranno a luglio. Se la famiglia Ligresti appare al tappeto dopo che il tribunale ha decretato il fallimento della casseforti Imco e Sinergia, la macchina industriale di Fonsai tiene: nei primi sei mesi dell’anno i sinistri auto sono scesi del 18% e il portafoglio sarebbe diventato più redditizio. La prossima settimana Erbetta volerà infatti a Lisbona, dove si fermerà un giorno per incontrare gli agenti migliori.