Fonsai obbedisce a Cimbri Decaduto l'intero cda

Decade il cda di Fonsai. Otto consiglieri, tra i quali il presidente Cosimo Rucellai e l'ad Emanuele Erbetta, ieri hanno rassegnato le dimissioni aggiungendosi agli altri sei componenti che avevano lasciato in precedenza. Resteranno in carica (assieme ai due «oppositori» di Unipol non dimissionari Paolo Ligresti e Salvatore Bragantini) fino al cda del 2 agosto che convocherà l'assemblea. Si avvera così l'auspico dell'ad di Unipol, Carlo Cimbri, che aveva sollecitato un ricambio nel consiglio di Fondiaria, sebbene non previsto dall'accordo di investimento.
Intanto Unicredit ha reso noto di aver sottoscritto l'aumento relativo al suo 6,6% in Fonsai per complessivi 61 milioni. Secondo fonti di mercato, l'inoptato dovrebbe restare confinato nel range 10-15%.
Prosegue, nel frattempo, l'inchiesta della Procura di Milano che giovedì scorso ha interrogato Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fonsai e Premafin, indagato per aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza della Consob. Nell'ambito dell'attività investigativa sarebbe stata ascoltata come testimone anche Jonella Ligresti. Dopo aver esaminato le questioni relative ai trust caraibici che detengono il 3,8% di Premafin e al fallimento delle holding Sinergia e Imco, ora il pm Luigi Orsi si starebbe concentrando sulle intese con Unipol. Nella lettera inviata alla Consob da Orsi non sarebbero stati solo richiesti dettagli sulla solidità della compagnia bolognese, ma anche riscontri su eventuali accordi «sottobanco».