Ford ritrova i profitti. Marchionne «promuove» Jeep

ITALIA Ok anche in ottobre le vendite grazie agli incentivi: +15,7%. Fiat bene in Borsa su voci di spin-off

Ford ritrova l’utile, presenta conti migliori delle attese e guarda al futuro con più tranquillità. Per Chrysler, invece, bisognerà attendere fino a domani sera per conoscere, nei dettagli, il piano strategico di rilancio nel segno di Fiat. Gm, invece, deciderà probabilmente oggi che cosa fare di Opel: sul tavolo del cda ci saranno due opzioni, quella già avviata di cedere la casa tedesca a Magna-Sberbank, oppure di ritirare il marchio di Rüsselsheim dal mercato. L’industria americana dell’auto è dunque al centro dell’attenzione e ieri, con i suoi dati positivi, Ford ha di fatto rubato la scena a Chrysler. Unico costruttore dei «Big Three» a evitare la bancarotta pilotata, il gruppo guidato da Alan Mulally ha chiuso il terzo trimestre in attivo con 997 milioni di dollari, contro un rosso di 161 milioni segnato nello stesso periodo dell’anno scorso. Positivo il cash-flow dell’azienda con 1,3 miliardi di dollari, mentre nel secondo trimestre aveva bruciato circa un miliardo.
Lo stesso Mulally ha detto di aspettarsi per il 2011 «utili molto solidi». «Stiamo facendo progressi enormi nonostante la crisi economica globale», ha aggiunto il ceo di Dearborn. Era dall’inizio del 2008 che Ford non registrava conti in nero. Nella vicina Auburn Hills, intanto, la comunità finanziaria e la stampa si preparano a seguire la maratona di 6 ore alla fine della quale l’amministratore delegato Sergio Marchionne avrà delineato volto, piani e sinergie della nuova Chrylser. Secondo il Detroit News quella tra Chrysler e Fiat si prospetta come «una buona partnership» e, rispetto al precedente matrimonio degli americani con Daimler, il quotidiano osserva che «Fiat ha un atteggiamento molto differente da quello di Daimler, i cui dipendenti si sentivano superiori». Insomma, non si profilerebbe tra Torino e Auburn Hills uno scontro di culture.
Alla vigilia del piano, intanto, emergono altri particolari sul nuovo assetto della casa Usa. Come anticipato lo scorso 11 maggio dal Giornale («Fiat sceglie Jeep come marchio per l’Europa»), al brand più famoso e d’immagine del gruppo sarebbe destinato un futuro internazionale, con un occhio di riguardo ai mercati emergenti. Ram contrassegnerà invece i veicoli commerciali, mentre Dodge dovrebbe rappresentare i prodotti di nicchia, vettura elettrica inclusa. Il marchio Chrysler, infine, verrebbe integrato con Lancia. Fiat, inoltre, prenderà il controllo della piattaforma a trazione posteriore Usa, quella della nuova 300C, consentendo al Lingotto di risparmiare alcune centinaia di milioni di dollari. Quanto a Fiat, ieri il titolo si è rimesso a correre in Borsa (più 2,95% a 10,46 euro) sulle nuove voci di un possibile spin-off della divisione Auto. Sempre ieri la Motorizzazione ha diffuso i dati sulle immatricolazioni in Italia a ottobre. Il risultato, grazie agli incentivi, è stato positivo (più 15,7%) e il gruppo Fiat ha visto la sua quota salire, nel progressivo annuo, al 33,1%. In commercio dal 10 ottobre, la nuova Punto Evo ha già raccolto 35mila ordini. Il mese scorso in crescita anche le vendite del gruppo torinese (quasi 64mila, il 15,1% in più rispetto al 2008) per una quota mensile del 32,6%.