Fs, a Elia l'eredità Moretti con l'obiettivo della Borsa

Da ieri è definitivamente chiusa, dopo quasi 8 anni, l'era di Mauro Moretti - già passato alla guida di Finmeccanica - alle Fs. Il Mef, nell'assemblea del gruppo di cui detiene il 100%, ha nominato il nuovo cda: l'amministratore delegato è Michele Mario Elia; Marcello Messori il presidente. Nel consiglio, che passa da 5 a 9 membri, entrano anche Daniela Carosio, Vittorio Belingardi Clusoni, Giuliano Frosini, Gioia Ghezzi, Simonetta Giordani, Federico Lovadina e Wanda Ternau. Sono queste le ultime nomine del profondo ricambio ai vertici dei gruppi controllati dallo Stato, che ha riguardato Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, Poste e Ferrovie. La decisione è arrivata dopo qualche settimana di presunti contrasti, peraltro smentiti, all'interno del governo e in particolare tra i ministri Lupi (Trasporti) e Padoan (Economia). Quest'ultimo, aveva comunque l'ultima parola. E così è stato. In una prova di forza per un forte cambiamento: non dimentichiamoci che il vecchio cda non era in scadenza. L'unico da sostituire era Moretti. Invece ieri è cambiato tutto, compreso il numero dei consiglieri.
Elia è la scelta interna: arriva dalla guida della Rete che, con Trenitalia, è una delle due anime del gruppo, strutturato sul modello della holding. Ed Elia ha subito confermato il recente piano Moretti, che prevede 24 miliardi di investimenti, di cui 10 per autofinanziamento. Una chiara indicazione di continuità. Come quella, data per scontata, del mantenimento della holding. Certo, per Elia non sarà facile sostituire un gigante come Moretti, che nel 2006 ha preso in mano un carrozzone sull'orlo del crac, trasformandolo in un'azienda normale, creando regole, processi, funzioni; tagliando 1,6 miliardi di costi e portando le Fs a macinare margini e utili. Cosa mai vista prima. Da questo punto di vista, l'opera di Elia sarà difficilmente superiore a quella di Moretti. Ma per le stesse ragioni, Elia trova un'azienda che funziona già. La discontinuità più immediata potrebbe essere addirittura l'apertura del dossier della quotazione in Borsa. In altri termini, il suo compito potrebbe essere paragonato a quello che ebbe Massimo Sarmi, e cioè di implementare il lavoro che il suo predecessore, Corrado Passera, aveva fatto alle Poste, trasformandola in una nuova società.
Elia, classe 1946, pugliese, ha alle spalle quasi 40 anni di carriera, con diversi incarichi, tutta interna al gruppo Fs e iniziata nel 1976 dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica. Il suo nuovo presidente, Messori, è invece un accademico, professore ordinario di Economia politica all'Università Tor Vergata di Roma, ma con una lunga esperienza manageriale e finanziaria. Quattro è la «quota rosa» del cda, con due manager già molto apprezzate e conosciute: Daniela Carosio, direttore centrale comunicazioni esterne di Fs, è una psicologa con oltre 25 anni di esperienza nella comunicazione istituzionale, nelle riorganizzazioni aziendali e nel change management; Simonetta Giordani, laurea in Filosofia, anch'essa una lunga esperienza nella comunicazione, è stata sottosegretario ai Beni Culturali nel governo Letta.