Il futuro di Montepaschi è tutto in mani straniere

Un altro piccolo tassello del mosaico di Mps è andato al suo posto. I forti scambi, che hanno interessato il titolo della banca senese la scorsa settimana, non sono stati determinati soltanto dalle vendite della famiglia Aleotti, ma anche da una limatura della Fondazione Mps. Ieri Palazzo Sansedoni ha infatti comunicato alla Consob di essere scesa al 29,9% del capitale dell'istituto presieduto da Alessandro Profumo. Insomma, come anticipato già lunedì sera, l'ente guidato da Antonella Mansi si è liberato di un 1,58% del Monte incassando circa 40 milioni di euro.
Si tratta, soprattutto, di un'operazione che ha un alto valore simbolico. La Fondazione, sotto il 30%, non ha più potere di blocco in assemblea e ha ufficialmente perso la presa sulla banca, anche se ne rimane il primo azionista. Procede, invece, un po' più a rilento la dismissione della maggioranza del pacchetto che dovrà essere completata prima della partenza dell'aumento di capitale da 3 miliardi che la banca dovrà portare a termine nel secondo trimestre 2014 per rimborsare parzialmente i Monti-bond. E che Palazzo Sansedoni non avrà la possibilità di seguire, essendo oberato da circa 340 milioni di debiti finanziari. Restano in piedi le trattative con alcuni fondi sovrani come Adia (Abu Dhabi) e Qatar Investment Authority.
Ieri, in Piazza Affari, Mps ha guadagnato un altro 2,56% recuperando quota 0,22 euro a 0,2205, valore più elevato dallo scorso novembre. Più le quotazioni salgono minore sarà la minusvalenza della Fondazione che ha la partecipazione in carico al prezzo unitario di 0,2433 euro. Entro fine mese si spera in una conclusione favorevole della trattativa.
L'ente, tuttavia, sarà solo un piccolo azionista della Mps del futuro e, a questo punto, la costituzione di un nucleo forte italiano sembra un'ipotesi poco probabile. Il disimpegno della famiglia Aleotti, proprietaria del gruppo farmaceutico Menarini, rende infatti arduo costituire un nocciolo tricolore. Dopo la cessione del 3% che ha fatto scendere il gruppo toscano all'1,03% dal 4% precedente (con una minusvalenza di circa 70 milioni rispetto ai 0,37 euro del prezzo di acquisto due ani fa), il secondo socio italiano è l'«agnostica» Unicoop Firenze (1,67%) che già da mesi ha allentato i legami con Rocca Salimbeni dopo l'uscita di Turiddo Campaini.
Questa mattina Mps renderà noti i dati di bilancio del 2013 approvati ieri dal consiglio di amministrazione. Gli analisti si aspettano una perdita vicina ai 900 milioni di euro (880 milioni la media), in calo rispetto ai 3,17 miliardi di rosso dell'esercizio precedente. Prevista una nuova pulizia di bilancio dopo gli 1,5 miliardi di rettifiche già effettuate sui 20 miliardi di crediti dubbi. I costi operativi, invece, dovrebbero scendere sotto i 3 miliardi grazie alle azioni di contenimento come l'esternalizzazione del back-office. Al calo degli spread dovrebbe corrispondere una ripresa di valore sui 23 miliardi di Btp.