Gala in rosso, ora rischia il fallimento Era l'astro nascente del listino Aim

Ridotto di un terzo il capitale per perdite. Allarme per il portafoglio clienti

Camilla Conti

Il 2016 per Filippo Tortoriello, patron del gruppo Gala, era cominciato con l'aggiudicazione del progetto di pianificazione urbanistica per il waterfront di Shanghai ed era finito con la presidenza di Unindustria, l'associazione degli industriali del Lazio.

Quest'anno però la società da lui fondata e guidata - parliamo del quarto operatore nella vendita di elettricità quotato tre anni fa al segmento Aim di Borsa - è finita in concordato.

Nei primi due mesi del 2017 Gala ha infatti accumulato una perdita di 15 milioni che, insieme ai 31 del 2016 e ai 58 del 2015, ha azzerato il patrimonio, riducendo il capitale di un terzo e costringendo il consiglio di amministrazione a presentare ad aprile la domanda di concordato preventivo «con riserva» per ottenere protezione dai creditori. Secondo i vertici la difficoltà era solo finanziaria e temporanea. Ma la vera emergenza ora riguarda la continuità aziendale: le società di distribuzione di Enel, A2A, Acea ed Hera hanno risolto il contratto di trasporto con Gala e tutti i clienti dovranno cercarsi un altro fornitore.

Nel 2011 la società aveva 19 dipendenti, 500 milioni di fatturato, 3 di margine operativo lordo e 17 di patrimonio. Nei primi sei mesi del 2012 aveva accumulato una perdita di 8,4 milioni. Poi qualcosa cambia: nel luglio 2012 Luca Calvetti entra in Gala con il ruolo di direttore generale e l'anno chiude con 950 milioni di fatturato, un leggero utile e 49 dipendenti. Nel 2013 i ricavi salgono a 1,3 miliardi, l'utile a 20 milioni e i dipendenti a 81.

Il 2014 è l'apice del successo: a marzo Gala si quota sull'Aim, il Mercato Alternativo del Capitale, diventandone l'emittente con la maggiore capitalizzazione pari a circa 200 milioni, e chiude l'esercizio con 1,35 miliardi di ricavi, 100 milioni di Ebitda e 40 milioni di utile e 104 dipendenti. Nel frattempo diversifica: entra nel mercato retail, e nelle tecnologie, con l'acquisto di Solsonica (azienda attiva nel fotovoltaico) e Proxhima (batterie).

Ma a fine 2014 iniziano i problemi: Gala si aggiudica i 10 lotti della gara di Consip per la fornitura di elettricità alle pubbliche amministrazioni, con un prezzo indicizzato al Brent. Che passa da 100 dollari al barile dell'agosto 2014 ai 40 dollari del 2015. L'effetto è devastante per i conti e Gala archivia il 2015 con una perdita di 58 milioni. Inutile ogni tentativo di far valere le proprie ragioni nei tribunali amministrativi e civili.

Nel 2016 Calvetti lascia il gruppo che, nonostante un provvidenziale comma nella legge di stabilità del 2016 e la nomina di Antonio Perfetti come co-amministratore delegato a novembre, chiude l'anno con 31 milioni di perdita.

Il resto è storia recente: a fine marzo, contestualmente alla richiesta di concordato, Tortoriello rimette le sue deleghe di amministratore delegato, per poi riprenderle due mesi dopo, con l'uscita di Perfetti.