Generali, 9 miliardi in banche

È il valore delle partecipazioni del gruppo in titoli del settore credito. Oggi il cda

da Milano

Appuntamento oggi per le Generali: il consiglio di amministrazione del gruppo, che ieri ha perso lo 0,79% chiudendo a 28,76 euro, si riunirà a Venezia per l’approvazione dei conti semestrali.
Le attese per i risultati alla boa di metà anno sono buoni: gli esiti di un consensus condotto l’altro giorno dall’agenzia Radiocor su nove case di investimento è per un utile netto semestrale di circa 1.570 milioni, l’11,9% in più rispetto a un anno prima (che non comprendeva ancora i dati di Toro ma beneficiava di una plusvalenza di oltre 200 milioni per la cessione della quota Bnl). L’utile netto atteso dal mercato per la prima parte del 2007 è quindi pari a oltre la metà dell’obiettivo di utile fissato da Generali per l’intero 2008 (3,1 miliardi).
Ieri, intanto, è emerso il valore dei pacchetti azionari che Generali detiene nel settore bancario. Si tratta di un forziere da 8,8 miliardi di euro. Secondo l’agenzia Radiocor, a tanto ammonta - ai prezzi correnti - il valore delle partecipazioni detenute a fine 2006 dalle Assicurazioni Generali in gruppi bancari quotati, sulla base di un documento depositato alla Sec, l’autorità di sorveglianza della Borsa Usa. La mappa è riportata nel bilancio americano 2006 del Santander di cui le Generali sono socie con l’1,3% e nel cui consiglio di amministrazione sono rappresentate da Antoine Bernheim.
Pur scattata al 31 dicembre dello scorso anno, la fotografia ben dettaglia le predilezioni bancarie di Trieste. Commerzbank, con una quota dell’8,76% che ai prezzi (in discesa) degli ultimi giorni vale circa 1,78 miliardi, Intesa-Sanpaolo (5,2%, per un valore di 3,4 miliardi), Capitalia (2,45%, pari a 445 milioni), Mediobanca (2,14%, 267 milioni). Le altre partecipazioni di rilievo sono l’1,07% in Erste Bank (per un valore di 184 milioni), lo 0,64% in Monte dei Paschi (89 milioni), lo 0,45% in Unicredit (300 milioni) e lo 0,42 per cento. Seguono poi alcune quote, tutte intorno allo 0,2%, negli altri big bancari europei: Société Générale (170 milioni di euro), Bbva (157 milioni), Bnp Paribas (215 milioni), Deutsche bank (104 milioni), Fortis (78 milioni) e Dexia (49 milioni). Vi sono infine le partecipazioni di poco superiori allo 0,1% in Bank of Ireland (per un valore di 28 milioni), in Banco Popular Espanol (19 milioni) e nella principale controllata del Santander, il Banesto (12 milioni).
Non è contenuto nell’elenco depositato alla Sec, ma va ovviamente aggiunta, la quota nel Santander, che vale circa 1,12 miliardi di euro. Le differenze rispetto al 2005 non sono sostanziali e sono in parte legate ai mutamenti dello scenario bancario: non ci sono più, ad esempio, i titoli in Bnl, acquisita da Bnp-Paribas. Manca all’appello Allied Irish Bank, mentre Banco Popular e Erste Bank sono new entry.