Generali, Greco più forte. Agrusti lascerà

L'ad delle Generali, Mario Greco, ha ieri ottenuto dal cda il mandato per l'uscita dal gruppo di Raffaele Agrusti, l'ex direttore finanziario appena nominato al vertice di Generali Italia. Ma i tempi del divorzio non sono stati determinati. Ora le intenzioni di Greco sono quelle di risolvere la questione in tempi relativamente brevi, prima della scadenza naturale del cda di Generali Italia, che sarà tra un anno.
Si è così chiusa, almeno formalmente, una vicenda che si era scaldata negli ultimi 15 giorni: che Agrusti, ultimo potente manager della vecchia guardia, fosse in uscita era nelle cose. Ma Greco voleva accelerare i tempi e ieri è riuscito a convincere anche quelli tra i grandi soci che avrebbero preferito un'uscita più morbida. E ciò è avvenuto in consiglio, anche perché Agrusti fa parte del General manager committee.
Ancorché non determinante per la strategia del gruppo, Greco esce più forte da questo passaggio, essendo riuscito a far passare la sua linea di cambiamento, anche brusco se necessario. E riuscendo ieri a ottenere ufficialmente l'assenso dei grandi soci presenti in consiglio, quali Mediobanca e De Agostini, anche con la mediazione di Caltagirone. In testa l'ad del Leone ha già un nome di un manager di standing importante, a cui affidare il prima possibile il business di Generali Italia.
Nel cda sono state affrontate anche le questioni relative alle operazioni con parti correlate del passato. Almeno di quelle di cui la Consob ha chiesto informazioni con una missiva di qualche settimana fa, ai sensi dell'articolo 115 del Tuf. In particolare, le operazioni sulle quali la Commissione ha chiesto lumi sono quattro e riguardano alcuni investimenti nei fondi De Agostini, un altro in progetti di Caltagirone, un'operazione relativa a Generali Brasil Seguros e al suo ex consulente Carmelo Furci (tagliato da Greco già a settembre) e gli acquisiti di prodotti di tlc e informatica dal gruppo Onda, dove come è ormai noto lavorava il fratello di Agrusti, Michelangelo. In ogni caso, pur trattandosi di operazioni tra loro molto diverse per entità, ritorni e opportunità, il consiglio ha esaminato i profili senza riscontrare alcuna anomalia. E trasmetterà la documentazione alla Consob.