Generali rischia di lasciare la serie A

Il titolo cede il 2,7% su voci di uscita dall'indice europeo Stoxx 50

Cinzia Meoni

Generali ruggisce ancora, ma sempre più a Trieste. Il titolo del Leone infatti potrebbe quanto prima uscire dall'EuroStoxx50, l'indice delle 50 maggiori società europee per capitalizzazione e rappresentazione settoriale, per lasciare il posto all'irlandese Crh, terzo produttore al mondo di materiali edili. Interpellato a riguardo il portavoce di Stoxx Ltd. (gruppo Deutsche Börse), ha preferito non commentare, rinviando l'appuntamento al 31 agosto, quando saranno resi noti i risultati dell'aggiornamento dell'indice efficaci da metà settembre.

Al momento si tratta di indiscrezioni circolate dopo che uno studio di Société Générale ha evidenziato come i parametri tra Generali e Crh siano molti vicini e possano portare all'uscita dal paniere europeo proprio gruppo assicurativo che pure porta nel suo dna il fattore internazionale e sta spingendo sulla diversificazione geografica del business. La revisione dell'EuroStoxx tiene conto della capitalizzazione quindi, almeno in teoria, la situazione potrebbe cambiare nei prossimi giorni.

Gli investitori però non hanno voluto aspettare eventuali conferme e ieri, complice anche una maggiore percezione del rischio Italia legata all'esito del Referendum Costituzionale, hanno venduto il titolo. Con l'uscita dall'EuroStoxx50, i fondi che replicano gli indici, potrebbero diminuire l'esposizione sul gruppo di Trieste che ieri ha chiuso la seduta in calo del 2,7% a 11,4 euro. Da inizio anno la discesa è ancora più marcata: il colosso assicurativo ha lasciato sul campo il 30% del proprio valore, quasi il doppio rispetto al calo del 18% circa registrato da Piazza Affari e il triplo rispetto all'EuroStoxx50 (-8,7%).

Generali ormai capitalizza «solo» 18 miliardi, ben lontana dalle rivali internazionali presenti nell'indice come Allianz e Axa che vantano rispettivamente una capitalizzazione intorno ai 60 e 43 miliardi. Osservando la composizione dell'indice peraltro c'è un altro titolo italiano nelle ultime tre posizioni: Unicredit che da inizio anno, ha perso il 60% circa del proprio valore. Tra le top50 oltre a Generali e a Unicredit, sono poi rimaste Enel, Eni e Intesa Sanpaolo.