Generali svolta e spinge il dividendo

La cedola sale a 60 cent (+33%), utile di 1,7 miliardi. L'ad Greco: «In due anni creati 18 miliardi di valore per i soci»

Generali volta pagina con il bilancio 2014 e dà appuntamento con i nuovi target e i dettagli della «Fase 2» al 27 maggio. Il Leone di Trieste centra ,infatti, con un anno di anticipo gli obiettivi del piano di ristrutturazione, compresi quelli di redditività e patrimonializzazione, chiude il piano di dismissioni, conclude la pulizia di bilancio e alletta gli investitori con la promessa di risultati meno volatili e soprattutto di dividendi, in costante aumento dagli 0,6 euro proposti sul 2014 (+33% sul 2013) che comunque, a oggi, garantiscono un rendimento del 3%. Tutto questo tuttavia non è bastato a Piazza Affari dove il titolo, penalizzato da qualche dato in chiaroscuro e da chi aveva iniziato a scommettere su una cedola più generosa, ha chiuso la seduta a 18,2 euro (-4,4%). «Non gestiamo la performance del titolo sui mercati, ma i conti della società di cui siamo soddisfatti», sottolinea, in un incontro con la stampa, l'ad Mario Greco. Dal suo arrivo al vertice del Leone, nell'estate 2012, il titolo è peraltro balzato del 132 per cento. E tutto sommato i commenti a caldo degli analisti sono positivi. «Le nuvole si stanno diradando», scrive Ubs, che ha un target a 20,3 euro. Sulla stessa, linea Merrill Lynch conferma la raccomandazione di acquisto a 20 euro ed Equita («hold» a 20 euro).

Generali ha chiuso l'anno con 70 miliardi di premi lordi (+7,7% anche grazie al buon andamento del ramo Vita), un risultato operativo di 4,5 miliardi (+10,8%) e un utile netto di 1,7 miliardi (dai 1,9 miliardi del 2013) su cui hanno pesato poste straordinarie per 400 milioni: svalutazione della partecipazione nella russa Ingosstrakh e alla pendenza legale su Bsi di cui si attende la definizione entro marzo. Il gruppo ha comunque già superato nell'esercizio appena chiuso sia l'obiettivo di redditività previsto sul 2015 con un Roe al 13,2% (dall'11,7% di fine 2013), sia l'obiettivo di rafforzamento patrimoniale con un indice Solvency I al 164% (dal 141% del 2013).

Per Generali si apre quindi un nuovo capitolo, quello della normalizzazione, in cui il focus sarà la crescita della redditività e del fatturato nelle aree presidiate e, prevalentemente, in Europa, Est compreso. Nessuno shopping in vista, quanto meno di peso. I dettagli saranno svelati solo tra due mesi (in maggio a Londra c'è l'Investor Day), ma la direzione è chiara. E soprattutto resta confermato l'obiettivo di creare valore per gli azionisti. «Negli ultimi due anni circa abbiamo creato 18 miliardi di valore per gli azionisti (16 in termini di capitalizzazione e all'incirca due di dividendi staccati ndr ) e confidiamo che ci sia spazio per la creazione di ulteriore valore anche in futuro», sostiene Greco arrivato al vertice del Leone nella calda estate del 2012 quando sul mercato giravano voci di un possibile aumento di capitale. Intanto già a maggio sarà staccato un monte-dividendi di 934 milioni, il 44,5% dell'utile al netto delle operazioni straordinarie. In futuro si vedrà. La direzione intrapresa da Generali sembra essere quella di portare il payout sui livelli vantati dai rivali europei come Axa (al 49%), Allianz (al 50%) e Zurich (al 71%). Una scelta forse anche inevitabile per una società che ha visto aumentare vertiginosamente (dal 23 al 37%) la presenza di investitori stranieri nel capitale.