Gentiloni: "Industria calzaturiera modello made in Italy per la sfida globale della qualità"

Il presidente del consiglio ha inaugurato the Micam, il salone internazionale in corso fino al 20 settembre in Fiera Milano. Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici: "Intervenire su costo del lavoro, tutelare il made in e defiscalizzare gli investimenti per i campionari"

Il premier Paolo Gentiloni con Annarita Pilotti a the Micam
Big della moda a the Micam: Salvatore Ferragamo

E’ davvero un’edizione speciale quella di the Micam 84, il salone della calzatura aperto nel polo espositivo di Fiera Milano fino al fino al 20 settembre, non solo perché da inizio 2017 i segnali di ripresa per l’export made in Italy, hanno iniziato a manifestarsi con più forza dopo anni difficili, ma per la presenza all’inaugurazione del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che ha voluto sottolineare in questo modo il peso di un comparto manifatturiero così importante per l’industria italiana e per il sistema moda. Il premier intervenuto sul palco della Fashion Square dopo l’intervento di Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici, presenti tra gli altri Michele Scannavini, presidente di Ice-Ita, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Giorno Tempini, il presidente di Fiera Milano Lorenzo Caprio con l'amministratore delegato Fabrizio Curci, il presidente di Confindustria Moda Claudio Marenzi, il sottosegretario allo Sviluppo economico e al commercio internazionale Ivan Scafarotto, il presidente della Camera nazionale della moda Italiana Carlo Capasa.

E Annarita Pilotti è entrata subito nel merito dei temi più importanti dell’agenda delle imprese calzaturiere sottolinenando che "la competitività delle aziende italiane è inferiore rispetto a quella dei competitor stranieri”. “Il costo del lavoro in Italia è troppo alto e noi abbiamo bisogno, per sopravvivere di continuare a esportare, di risorse che abbattano il cuneo fiscale e il costo del lavoro - ha detto - che hanno costretto molti imprenditori a delocalizzare le loro produzione all’estero. Ora invece, c’è la possibilità concreta di riportare queste aziende in Italia". Un fenomeno che è in atto e va sostenuto con interventi adeguati anche perché “tutte le più grandi aziende a livello mondiale, compresi i grandi gruppi francesi, producono le loro calzature di qualità proprio in Italia“ dove saper fare, creatività e qualità sono il segno dell’eccellenza imprenditoriale.

Il presidente di Assocalzaturifici ha anche ribadito la necessità non più rinviabile di tutelare il made in Italy chiedendo a Gentiloni “di sostenere con forza la battaglia per l’etichettatura Ue made in contro i paesi del Nord Europa che non producono e dunque non hanno alcun interesse a tutelarla”. Infine Annarita Pilotti è tornata sulla richiesta da tempo avanzata dall’associazione di “defiscalizzare almeno in parte i campionari delle collezioni” che richiedono ingenti investimenti in sviluppo e ricerca per dare ancora più slancio alla capacità di innovare. "Siamo un settore che lotta e non molla e porta con orgoglio l'eccellenza italiana in tutto il mondo. the Micam ha una crescita e numeri importanti, con i grandi player della moda che hanno aderito al nostro progetto a favore della manifattura italiana - ha concluso Annarita Pilotti -. Questo è il frutto di un lavoro che dura da anni. La sua presenza, presidente Gentiloni, va oltre questo breve incontro. Il suo precedessore già ha messo il comparto moda in cima all'agenda politica. E, tra i temi cari alla nostra industria che il suo governo sta portando avanti con forza, c'è la competitività delle aziende italiane".

L'economia italiana vive un "momento cruciale, abbiamo alle spalle anni difficili per l'economia italiana e anche il settore calzaturiero non è stato risparmiato dalle difficoltà che abbiamo almeno in parte alle nostre spalle. Un momento cruciale perchè ci sono una serie di fattori che autorizzano una maggiore fiducia e anche un certo grado di ottimismo: ci sono buoni dati di crescita del Pil e buoni numeri in termini di occupazione e straordinari per l'export, vuol dire che l'impresa è riuscita a trasformarsi e restare competitiva e negli ultimi due anni a diventare sempre più competitiva”, ha detto Paolo Gentiloni nel suo intervento, anticipando "i dati del primo semestre di quest'anno" che segnano un "aumento dell'export e della produzione industriale importante", Gentiloni ha espresso "fiducia che questa tendenza prosegua", ma ha anche sottolineato che non si deve "coltivare l'illusione che tutte le difficoltà siano alle nostre spalle, il lavoro deve proseguire".

Da parte del governo, ha aggiunto il premier, c'è l'impegno a "garantire le condizioni per cui questo lavoro di cui sono protagoniste le nostre imprese e i lavoratori possa proseguire nella stabilità e godendo anche di un incoraggiamento delle politiche pubbliche”. Sottolineando come la prossima legge di bilancio conterrà misure per l'innovazione e il lavoro con un "pacchetto di risorse ulteriore per l'industria 4.0", proseguendo anche "nell'attività di sostegno al made in Italy che ha dato risultati incoraggianti e contribuito al fatto che il mondo delle imprese ha fatto sforzi crescenti per fare sistema". Per Gentiloni, il settore calzaturiero può "reggere alla straordinaria sfida della qualità aperta nel mondo, un simbolo da questo punto di vista perché artigianato, industria e le radici locali si intrecciano per diventare competitive". "Tenere assieme cultura, innovazione, marketing, radici locali e rivolgersi al futuro è importante ha concluso - Dobbiamo coltivare questo incrocio, la maestria artigianale è un bene e un valore da tutelare come un'opera d'arte".

Gentiloni, nel suo intervento ricordato i territori colpiti dal terremoto: "Credo di interpretare il sentimento di tutti voi nel ricordare l'importanza di questo settore in una regione come le Marche colpita da sequenza gravissima di terremoti nell'ultimo periodo. Questo è un modo per dire grazie all'industria marchigiana per quello che ha fatto in questi mesi per questo territorio, per ridare fiducia e speranza addirittura aprendo anche dei nuovi stabilimenti".

Meno burocrazia, leggi chiare e aiuto per la costruzione di strumenti di supporto all'export. Questo serve al settore calzaturiero, secondo il numero uno di Tod's Diego Della Valle che, a margine della cerimonia inaugurale che la presenza del premier in fiera è stato "un omaggio a tutti coloro che stanno qui, che sono accomunati da grande spirito di sacrificio e dal fatto di non mollare mai". "Questi sono davvero degli italiani seri. Questo è anche un settore che fa molto e non chiede niente. Persone - ha sottolineato - che non sono abituate a chiedere e vogliono solo essere messe nelle condizioni di lavorare con rapidità, quindi burocrazia il meno possibile, leggi chiare, aiuti non a loro ma alla costruzione di strumenti che permettano di esportare meglio".
“Per chi fa il mio mestiere the Micam è una grande speranza e il suo successo determina anche il successo della stagione per le aziende. Sono stato molto contento di vedere che i grandi marchi e le imprese vere italiane riescono a fare delle cose insieme".

Tutte le informazioni su espositori, eventi, sfilate e workshop in fiera: www.themicam.com

Commenti

qwewqww

Lun, 18/09/2017 - 10:48

Che teneri quelli dell'associazione dei calzaturifici, chiedono al romano gentilxoni di defiscalizzare, cosa assolutamente impossibile perchè gentilxoni è di roma, la capitale e lo stato più indebitati del mondo, che hanno assoluto bisogno di infinite tasse per ripianare le centinaia di miliardi di debiti dello stato romano-meridionale, e per quanto riguarda roma, i debiti:dell'Alitalia che ha sede a roma,dell'atac che ha sede a roma, della sanità laziale che ha sede a roma,del comune di roma che ha sede a roma,dei ministeri che hanno sede a roma,del canone tv della rai che ha sede a roma.

curatola

Lun, 18/09/2017 - 16:46

è andato a vedere per capire quando e come Matteo gli farà le scarpe.

AndyFay

Mar, 19/09/2017 - 06:07

La solita ipocrisia dei rituali politici in campagna elettorale. Si promettono cose che non sono mai state fatte che dovrebbero essere fatte e che non verranno mai fatte.