Giuliani cede il timone di Azimut

«Entro l'estate il nuovo ad.Occhi all'estero»

Dopo aver fatto crescere all'estero la «sua» Azimut con una logica da multinazionale tascabile, Pietro Giuliani si prepara a cederne le leve operative. È quindi già in corso la ricerca di un nuovo capo azienda per la società italiana di fondi che ha sempre fatto dell'indipendenza dal sistema bancario la propria bandiera. La scelta sarà fatta «entro l'estate» ma l'identikit è pronto: iI nuovo capo azienda, ha detto Giuliani, «porterà nel gruppo competenze che ora sono presenti in modo limitato. Ci aspettiamo in particolare che sia del business, che venga dall'asset management, che sia una persona esperta e porti ulteriori competenze sui mercati esteri e quindi sia una persona che abbia lavorato e abbia dimestichezza con i mercati esteri, con Londra e New Yok e che apporti competenze sul digitale, visto che il digitale sarà molto importante nei prossimi 5, 10, 20 anni per il nostro settore».Il riassetto al vertice risponde alle raccomandazioni di Bankitalia che ha chiesto la separazione dei ruoli di presidente e ad per migliorare la governance. Giuliani ha poi fugato i dubbi di scelte «gattopardesche»: il nuovo amministratore delegato «avrà deleghe da ad e io avrò deleghe da presidente, non ci saranno sorprese». Dopo l'assemblea del 28 aprile, Giuliani manterrà la guida ad interim fino all'arrivo del successore.I soci del patto di sindacato di Azimut Holding stretti in Timone Fiduciaria, hanno poi lanciato un piano di acquisto fino al 2020 in virtù del quale Timone salirà dal 13,3% al 14-15%. Hanno aderito 1.111 soci di Azimut Holding, per un controvalore complessivo sull'intero periodo di 32,1 milioni; a partire da 11 dirigenti per 5,1 milioni, tra i quali lo stesso Giuliani per 4,8 milioni: investirà personalmente «100 mila euro al mese per i prossimi 48 mesi». Una sorta di grande Pac. L'imprenditore ha poi voluto rassicurare sulla raccolta di marzo, definendola «molto buona» e sul raggiungimento degli obiettivi.