Goldman e Jp Morgan danno la carica Promosse le italiane

A Wall Street la spinta ai gruppi finanziari viene dalle trimestrali migliori delle attese che hanno accomunato Goldman Sachs, Jp Morgan e Citigroup (nonostante la maxi multa pagata alle autorità a stelle e strisce). A Piazza Affari, per Morgan Stanley, il driver per il comparto potrebbe invece venire dall'asset quality review, il check up sugli attivi in portafoglio in programma entro ottobre da parte della Bce e dai successivi stress test dell'Eba. Insomma l'ex incubo dei gruppi finanziari italiani (e non solo), potrebbe tradursi in un'occasione di acquisto per gli investitori grazie agli 11 miliardi di ricapitalizzazioni effettuate e alle operazioni di pulizia sugli asset portate avanti dai singoli istituti. Nonostante il giudizio positivo del broker tuttavia, le banche italiane hanno chiuso la seduta contrastate, penalizzate dai dati macro riversatisi su Piazza Affari, dal nuovo crollo a Lisbona di Banco Espirito Santo (-15%) e dal severo giudizio di Moody's che ha ribadito l'outlook negativo sulle banche italiane. Unicredit è scesa del 2,1% a 5,8 euro, Intesa Sanpaolo dell'1,6% a 2,2 euro, Ubi dell'1,1% a 5,89 euro, Bpm dell'1,5%. In controtendenza Mps che ha guadagnato il 2,8% a 1,34 euro e Banco Popolare in rialzo dell'1,4%.
Morgan Stanley, in uno studio, ha definito addirittura «catartico» il ruolo della Bce per le banche italiane, seconde solo, nelle preferenze del broker nell'ambito degli istituti di credito dei Paesi periferici europei, a quelle greche: «A nostro giudizio l'Aqr è da considerarsi un punto cruciale di svolta a supporto, da un lato, della crescita economica dei Paesi e, dall'altro, di quella degli utili bancari. Con il rafforzamento patrimoniale ottenuto dagli aumenti di capitale, il Core tier 1 ratio medio è oggi compreso tra il 10 e il 13%, ben oltre con i livelli richiesti da Bruxelles. E in effetti ci aspettiamo che parte del capitale sia ora utilizzato per le svalutazioni delle sofferenze o per costituire ulteriori riserve», scrive Morgan Stanley secondo cui, a questo punto, «la maggioranza degli istituti di credito può perfino affrontare anche uno scenario Orso. Solo Mps appare piuttosto debole nello scenario maggiormente conservativo ipotizzato, lasciando quindi aperte ipotesi di un ulteriore azione sul capitale», conclude il broker. A sostenere nei prossimi mesi il settore bancario tricolore, a giudizio di Morgan Stanley, anche il miglioramento dei margini di redditività e le attese di fusioni. Di opinione opposta Moody's secondo cui la qualità degli asset è in continuo deterioramento, la redditività bassa e il contesto economico fragile. In dettaglio, gli analisti hanno confermato la raccomandazione su Unicredit (overweight a 8,1 euro), Intesa Sanpaolo (overweight 2,9 euro) esu Ubi (equalweight a 7,3 euro), ha riavviato la copertura su Mps con un underweight (a 1,5 euro).