Il governo e Tim si giocano la "partita doppia" multa-rete

Segnali sottotraccia di un possibile "scambio" tra la sanzione e lo scorporo. Calenda: "Applicate le regole"

«Su Tim applichiamo le regole. Come deve fare un Paese serio». È quanto ha ribadito su Twitter il ministro Carlo Calenda, precisando anche che le vicende Tim-Vivendi e Fincantieri sono cose «separate». La precisazione è conseguente al fatto che giovedì sera il comitato interministeriale sul Golden power ha accertato la sussistenza degli obblighi di notifica del controllo di Vivendi su Tim. Per questo l'ex-monopolista rischia una multa fino a 300 milioni (pari all'1% del suo fatturato) ma potrebbe anche essere molto più contenuta se si considerassero i soli ricavi di Sparkle e Telsy, le due controllate «strategiche» per la sicurezza nazionale. Nel frattempo si fa strada la sensazione che il governo potrebbe usare la multa come un'«arma» per trovare un'intesa sulla rete in fibra ottica. Lo stesso Calenda ha infatti più volte sottolineato che la realizzazione di due infrastutture (quella di Telecom e quella di Open Fiber) non è economicamente vantaggiosa. L'opposto di quanto pensava il governo Renzi, che aveva schierato Enel sulle tlc con Open Fiber per realizzare una rete in fibra ottica concorrente a quella di Tim. Del resto il governo Gentiloni ha 90-120 giorni di tempo per notificare la sanzione a Tim. Un periodo che potrebbe essere impiegato per risolvere la questione della rete in fibra ottica. La vicenda è intricata perché in realtà Vivendi, che nega di avere il controllo di Tim ma solo di esercitare, con il 23,9% del capitale, «direzione e coordinamento», vorrebbe creare un polo per i contenuti e la pay tv in Italia, coinvolgendo, non solo la «sua» società di tlc, ma anche Mediaset. Con il Biscione però c'è un contenzioso legale aperto che potrebbe costare a Vivendi fino a 3 miliardi di euro di risarcimento, dopo che questa si è rifiutata di rispettare il contratto vincolante per l'acquisto della pay tv Premium.

Tim ha comunque ribadito a che, non avendo mai adottato alcuna delibera sulle infrastrutture oggetto delle norme sul Golden power, non aveva obbligo di notifica. «E nessun rilievo assume - ha detto la società - l'acquisizione del controllo di Tim da parte di Vivendi perché nessun onere di notifica è previsto in caso di trasferimento verso un soggetto comunitario». Sulla questione del controllo era nata una disputa tra il cda di Tim e il suo collegio sindacale, che già nel maggio scorso aveva rilevato un «controllo di fatto» da parte dl gruppo presieduto dal finanziere Vincent Bolloré.

Il governo ha quindi incaricato un comitato interministeriale di verificare la questione. E anche Consob ha già emanato il suo verdetto: ossia che Vivendi ha il controllo di Tim. Intanto Asati, l'associazione dei piccoli azionisti, studia eventuali azioni legali contro Vivendi o quanti abbiano favorito la possibile multa a Tim. Quanto alla Borsa gli analisti sono positivi sulla nomina di Amos ma l'incertezza ieri ha portato nuovamente il titolo in territorio negativo: -0,69%. Tim, comunque, va avanti presentando nuovi servizi come Tim Games: 100 titoli per giocare online in abbonamento a 4,99 euro al mese.