Il governo si sveglia e si accorge che c'è Bollorè

Dopo sei mesi di manovre del finanziere su Telecom, Mediobanca e Generali. In tensione i titoli

Pare che il governo si sia accorto che gli interessi francesi nella finanza italiana comincino a destare preoccupazione. Sembra che, forse favorito dal clima agostano, qualcuno a Palazzo Chigi abbia scoperto che in fondo alla catena di controllo intorno alla quale sta intensificando da qualche mese le sue attenzioni Vincent Bollorè ci siano addirittura le Assicurazioni Generali. Nomi non ne circolano. Solo indiscrezioni sugli «uomini più vicini a Matteo Renzi», piuttosto che sul «mondo della politica». Ieri Mediobanca ha chiuso a +3% a 6,3 euro e Generali con +2% a è arrivata a 11,9.

In realtà ci sarebbe da chiedersi com'è che gli uomini più vicini a Renzi e il mondo della politica ci abbiano messo tutto questo tempo ad accorgersi della campagna di Francia in corso sulla finanza italiana: è almeno dal marzo scorso che una serie di coincidenze portano verso una direzione precisa, quando il gruppo Vivendi, controllato da Bolloré, ha preso il controllo di Telecom, scalandola fino alla soglia dell'Opa (25% del capitale). E Bolloré non è un carneade, ma il primo socio privato di Mediobanca, con circa l'8%. Quota strategica soprattutto in chiave Generali, la maggiore istituzione finanziaria nazionale, di cui Mediobanca è il maggiore azionista con il 13%. Per cui non è stato forse un caso che, dopo la fuga di Mario Greco dal vertice delle Generali del febbraio scorso, Mediobanca abbia messo al suo posto un altro francese, Philippe Donnet, che sedeva proprio nel cda di Vivendi. Mentre da poche settimane è arrivato un altro francese, Jean Pierre Mustier, alla guida di Unicredit, l'altro grande azionista di Mediobanca con circa l'8,5%. Il tutto senza che, in questi mesi, il mondo della politica abbia detto nulla. Nemmeno quando, 15 giorni fa, il gruppo Vivendi ha impostato un tentativo di scalata a Mediaset. Società della Fininvest, a sua volta presente nel capitale di Mediobanca (anche tramite Mediolanum).

A questo punto potrebbero succedere varie cose. La più «invasiva» sarebbe la cessione da parte di Mustier della quota di Mediobanca a Bollorè. Il che spalancherebbe al francese le porte di Generali. Non si sa. Ma di certo mancano, in questo momento, i contrappesi necessari per arginare eventuali ulteriori colpi di mano. Se il governo di Renzi se ne fosse accorto, bisognerebbe solo sperare che non sia troppo tardi. MZ