Greco spiazza tutti e vende il 12% di Banca Generali

Una mossa a sorpresa, ma fino a un certo punto. Ieri pomeriggio Generali ha annunciato l'accelerated bookbuilding per il collocamento fino al 12% della controllata Banca Generali.
L'operazione rientra nell'ambito del piano di dismissioni da 4 miliardi di euro che il Group Ceo Mario Greco ha avviato e che ha come orizzonte temporale il 2015. L'effetto «sorpresa» è legato al fatto che fino a ieri i due asset in via di cessione al centro dell'attenzione mediatica erano rappresentati dalla Banca della Svizzera Italiana (Bsi) e dalle attività di riassicurazione negli Stati Uniti. Entrambe le procedure, infatti, sono in corso e vedono la partecipazione di un buon numero di candidati. Insomma, nel corso del secondo trimestre è lecito attendersi la loro conclusione positiva.
Ma Mario Greco è noto per la sua pervicacia nel raggiungimento degli obiettivi. E così ha preferito fornire al mercato un segnale concreto di «attivismo». L'accelerated bookbuilding di Banca Generali affidato a Ubs e Mediobanca, consentirà di raccogliere - stando ai prezzi di Borsa (ieri -0,68% a 14,59 euro) - circa 200 milioni di euro che per il Leone di Trieste si tradurranno in una cospicua plusvalenza e, conseguentemente, in un miglioramento di un punto e mezzo dell'indice di Solvency. L'operazione, iniziata ieri pomeriggio, dovrebbe concludersi stamattina, salvo anticipi dovuti alla raccolta ordini «monstre». L'interesse delle controparti istituzionali è stato molto elevato.
Come detto, la prassi di Greco è quella di ottenere risultati concreti in tempi rapidi. Sin dal suo insediamento a Trieste il manager non ha mai fatto mistero di voler allineare la compagnia non solo alle best practice, ma soprattutto ai livelli di solvency dei grandi concorrenti come Allianz e Axa (stante comunque lo svantaggio competitivo derivante dalla severa normativa italiana sul computo delle riserve).
In teoria, la decisione potrebbe determinare ulteriori conseguenze positive. Generali non perderà il controllo di Banca Generali, restando comunque al 51,5% e mantenendo la presa su un canale distributivo molto efficiente per le polizze Vita. La controllata, inoltre, potrebbe aspirare agli indici più «nobili» di Piazza Affari visto che il flottante è destinato ad aumentare e che la capitalizzazione è di tutto rispetto (1,66 miliardi).
Tra le valutazioni che hanno sollecitato la scelta anche l'ottima performance dell'istituto guidato dall'ad Piermario Motta. Nei primi tre mesi del 2013 la raccolta netta si è attestata a 620 milioni superando il 50% degli obiettivi annuali prefissati. Risultati che si rispecchiano nell'andamento a Piazza Affari, dove Banca Generali negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 62,5% (+13% rispetto ai minimi di inizio marzo). Borsa meno propizia, invece, per il Leone che ieri ha ceduto il 2,71% a un prezzo di 12,15 euro.