Grilli: «La Ue appoggia i rimborsi alle imprese»

È volato a Bruxelles. Per capire che aria tira da quelle parti dopo la decisione del governo di rimborsare parte dei crediti alle imprese. Una mossa necessaria (ieri la firma del presidente Giorgio Napolitano al decreto) per ridare fiato al mondo produttivo, ma con un possibile impatto sui nostri conti tale da compromettere l'uscita dell'Italia dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo. Al termine dell'incontro di ieri con il commissario Ue, Olli Rehh, il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, è però apparso fiducioso sulle probabilità che l'Italia possa uscire dalla black list «nelle prossime settimane perchè la decisione della Commissione sarà presa a maggio».
L'ottimismo di Grilli è legato alla constatazione che «i commenti che abbiamo sentito in pubblico della Commissione sono stati finora positivi; nella discussione non è emerso che a causa del decreto sui pagamenti alle imprese visti i meccanismi di controllo e monitoraggio possa cambiare giudizio».
A Rehn, il titolare di via XX Settembre ha illustrato i contenuti del decreto, rassicurandolo sul fatto che la soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil non sarà superata nonostante l'impatto dei rimborsi potrebbe valere mezzo punto percentuale. «Questo potenziale di 0,5 punti percentuali» di aumento «sarà monitorato con giudizio», stabilendo «un meccanismo che intervenga se c'è lo sforamento».
Secondo Grilli, che ha anche annunciato l'arrivo entro fine anno di altri 1,2 miliardi (dopo gli 1,5 già stanziati) di rimborsi Iva alle imprese, era comunque necessario agire con urgenza, «per assicurare in tempi brevi, brevissimi, la liquidità alle imprese». Ma ciò potrebbe non bastare se continuerà lo stallo politico: «Il prossimo governo dovrebbe continuare con il piano di riforme che abbiamo avviato», e lavorare per «la ripresa della domanda interna.
Bruxelles è intanto alle prese con il caso Portogallo, dopo che la Corte costituzionale di Lisbona ha bocciato alcune manovre anti-crisi. All'appello mancano fino a 1,3 miliardi, e la Commissione non intende concedere sconti. Entro venerdì prossimo, quando si riuniranno i ministri finanziari, il governo portoghese dovrà aver messo in cantiere altri provvedimenti in grado di rispettare l'obiettivo di un deficit-Pil al 5,5% quest'anno. La tranche di 2 miliardi di euro sarà sborsata dopo la valutazione della troika delle nuove misure e la verifica generale sul programma di riforme.