È guerra Boeing-Airbus bottino da 6mila miliardi

I due big prevedono una domanda di 41mila nuovi aerei al 2036. Le mosse di Ryanair

Con un trasporto aereo in crescita e in salute in tutto il mondo (Italia a parte), i costruttori di aerei registrano un successo industriale senza precedenti. La Boeing nei giorni scorsi ha alzato le sue previsioni da qui a vent'anni: l'attesa è di una domanda di 41.030 nuovi aerei al 2036 (per tutto il mercato). «Vediamo un raddoppio della flotta», dice il vicepresidente Randy Tinseth, secondo il quale gli ordini avranno un valore di listino di 6.050 miliardi di dollari. La stima di Boeing non è troppo lontana da quella dell'altro grande costruttore, Airbus, che prevede una domanda di 35mila nuovi aerei, per un valore complessivo di 5.300 miliardi di dollari (le quote di mercato sono all'incirca 50-50).

Si tratta di valori di listino: nessuna compagnia paga prezzo pieno, e gli sconti variano soprattutto secondo i quantitativi. I migliori acquirenti (tra cui la low cost Ryanair) riescono ad avere sconti anche del 50 per cento. È nel segmento degli aerei a corridoio singolo che Boeing prevede le maggiori richieste nei prossimi 20 anni, circa 30mila pezzi su 41mila. Gli ordini verranno soprattutto dall'Asia (16mila), dal Nord America (8.600) e dall'Europa (7.500).

Ryanair oggi dispone di 110 ordini, con un'opzione per altri 100; è un vettore «all Boeing», utilizza cioè soltanto i B 737, ne possiede 350; avere un'unica macchina è un risparmio perché semplifica pilotaggio, manutenzioni e magazzino ricambi. Il 737 è un aereo longevo, concepito nel 1964 ed entrato in servizio nel 1968. Con 9.365 esemplari consegnati e altri 4.430 da consegnare (gli ordini totali sono oltre 13mila) è l'aereo passeggeri più prodotto nella storia. Il concorrente diretto è l'Airbus 320, di cui sono in esercizio 6.500 macchine.

La competizione tra Boeing e Airbus è forte anche nel lungo raggio. L'«ammiraglia» della Casa americana è il 787, costruito in fibre di carbonio, leggero, capace di risparmi di carburante del 20%; il 15% del 787 è fabbricato in Italia, tra Grottaglie e Foggia, nelle fabbriche di Leonardo. Per il glorioso 747, il Jumbo, gli ordini rallentano anno dopo anno. La strategia delle due Case è diversa: Airbus, impegnata dagli anni '90 sul costoso progetto 380 - l'aereo a due piani i cui costi di sviluppo sono impegnativi da ammortizzare -, si trova a sposare una cultura di grandi hub, dove aerei capienti portano tanta gente da smistare. Boeing, con macchine più piccole, sposa più una cultura del punto a punto, che grazie ai voli diretti dà vantaggi in termini di qualità del servizio, di risparmi di carburante e di tempi di percorrenza.

Commenti
Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 11/07/2017 - 17:16

Airbus fa schifo... non si può avere aerei con un sistema di decompressione pessimo!