Guerra Mediaset-Vivendi all'esame di Piazza Affari

Truppe schierate, ma per gli analisti l'Opa costerebbe troppo ai francesi. Il nodo legale

Cinzia Meoni

Archiviato Natale, la guerra tra il gruppo Mediaset e Vivendi torna al centro dell'attenzione di Piazza Affari dopo che, nel giro di soli 14 giorni, il gruppo presieduto dal finanziere bretone Vincent Bolloré è arrivato a sfiorare, con una scalata ostile, la soglia dell'Opa obbligatoria: Vivendi ha il 28% del capitale del Biscione, alle spalle di Fininvest, primo socio con il 38,266% e il 39,77% dei diritti di voto. Fininvest e Mediaset (che venerdì ha chiuso in Piazza Affari a 4 euro) hanno comunque già escluso qualsiasi trattativa con il raider transalpino.

Le truppe sono quindi schierate ma, sebbene non sia escluso che i francesi decidano di forzare la mano, i broker restano perplessi su un'eventuale Opa. Costerebbe troppo anche a Vivendi che, prima della scalata al gruppo tv presieduto da Fedele Confalonieri, aveva 2,1 miliardi di liquidità in cassa. In base al Testo unico della Finanza, il gruppo di Bollorè dovrebbe infatti procedere a lanciare offerte a cascata sulle altre due controllate del Biscione: Mediaset Espana ed Ei Towers. Trovandosi a spendere altri 4 miliardi.

Il gioco dell'Opa potrebbe tuttavia spostarsi su Telecom Italia, controllata dai francesi con il 24,6%. Il governo infatti potrebbe mostrare i muscoli sull'ex monopolista tlc e investire, tramite Cdp, non meno di 2,5 miliardi per pareggiare la quota dei francesi e frenare così la loro avanzata. Il progetto accarezzato da Bollorè è infatti riunire sotto un unico cappello società tlc e media del Sud Europa: Telecom Italia, Vivendi e Mediaset, per poi coinvolgere forse anche Orange.

Fininvest e Mediaset hanno comunque già alzato le difese contro Bollorè che, dopo aver rotto, a fine luglio, il contratto vincolante per l'acquisto di Premium, avrebbe approfittato della discesa del titolo Mediset in Borsa per avviare la scalata ostile. Per Fininvest, che ha sporto denuncia in Procura e in Consob, si tratta di manipolazione di mercato e abuso di informazioni privilegiate. Mediaset ha poi chiesto l'intervento dell'Agcom, poiché la presenza di Vivendi, come grande socio di Telecom, potrebbe bloccare l'operatività del gruppo. La battaglia legale ha dato i primi frutti: la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, la Consob ha convocato le parti e l'Agcom ha aperto un'istruttoria. Il 21 marzo è invece prevista l'udienza sul voltafaccia dei francesi su Premium, che potrebbe costare a Vivendi 2 miliardi di danni.