Hitachi sale al 50% e alza a 10,5 euro il prezzo per chi ha aderito all'Opa

Sofia FraschiniHitachi tenta di blindare il controllo di Ansaldo Sts comprando sul mercato il 3,47% a 10,5 euro, posizionandosi così a ridosso del 50% (soglia poi superata ieri con un altro shopping in Borsa a fine seduta). Una mossa già ipotizzata nei giorni scorsi, dopo il pessimo andamento dell'Opa con la quale i giapponesi avevano raccolto solo il 6,4% di adesioni portandosi al 46,4% della società. Troppo poco per poter controllare l'azienda con i fondi, azionisti di minoranza, sul piede di guerra da mesi e pronti a mettersi di traverso nella prossima assemblea che avrà all'ordine del giorno la distribuzione del dividendo. La mossa è un nuovo atto di forza che non sarà priva di conseguenze. A corredo di questo acquisto, realizzato attraverso Intermonte, Hitachi offrirà anche a chi ha aderito all'Opa la differenza tra i 9,68 euro pagati e i nuovi 10,5 euro. Hitachi ha inoltre assunto l'impegno di adeguare ulteriormente il corrispettivo anche «a chi ha venduto ieri le sue azioni nel caso in cui, nei prossimi due anni, acquisti altri titoli a un prezzo superiore a 10,5 euro». Lo stesso impegno è stato assunto nel caso in cui il gruppo giapponese «venda la maggioranza della sua quota, pari a quasi il 50%, o comunque una partecipazione del 25% o del 30% che faccia scattare un'Opa su Ansaldo Sts da parte del soggetto acquirente». Una scelta che ha riacceso le polemiche con chi non ha sottoscritto i titoli (anche perché gli era stato proposto un altro prezzo) e con la Consob che, interpellata, ha fatto sapere di avere «in corso accertamenti per verificare gli effetti di questa decisione». All'orizzonte, finchè Consob non si esprimerà, sono dunque sul piatto diverse ipotesi e c'è chi si domanda se addirittura non possa essere decisa kafkianamente una nuova offerta pubblica di acquisto. Conti alla mano, l'operazione di ieri è costata ai giapponesi oltre 80 milioni: 10,5 milioni per pareggiare i conti con chi in Opa (il 6,4%) ha venduto i titoli a 9,68 euro e 73 milioni per comprare il 3,4% sul mercato a 10,5 euro. «C'è da chiedersi - commenta un analista - il senso di questa scelta in un momento in cui al Tar è in corso una diatriba proprio sul prezzo dell'Opa e perché all'improvviso i giapponesi siano disposti a pagare un prezzo che prima consideravano troppo elevato». Inoltre il mercato si interroga su chi potrebbe essere l'investitore che sta trattando con Hitachi. I giapponesi hanno attualmente il 46,48%. Paul E. Singer è il secondo azionista con oltre il 20% e gli altri soci rilevanti sono Ubs con il 5,32%, Old Mutual con il 2,97% e Amber Capital, uno dei fondi che si è opposto all'Opa di Hitachi, con il 2,38%. Sulla scia della notizia ieri il titolo ha chiuso la seduta sui massimi storici con un +7,97% a 10,7 euro.