I cinesi si prendono tutta Wind Tre

Ck Hutchison sborsa 2,45 miliardi e sale al 100%, esce Veon. Prosegue l'effetto Iliad

Nuovo giro di walzer per le tlc in Italia. Se Vodafone è britannica, Telecom mezza-francese per via di Vivendi al 25% e con la governance in mano al fondo Usa Elliott, Wind Tre diventa cinese al 100%. Ieri infatti la società che vedeva azionariato diviso al 50% tra i russi di Veon e i cinesi di Hutchison, è stata acquisita interamente da questi ultimi per 2,45 miliardi di euro. La transazione, sottolinea la nota, «sarà immediata e fortemente positiva sia per gli utili che per il flusso di cassa per azione di Ck Hutchison». Veon ha detto di aver venduto il suo 50% con l'obiettivo di ridurre significativamente il debito. Inoltre utilizzerà i proventi della vendita per «acquistare gli asset di Global Telecom Holding in Pakistan e Bangladesh».

Il completamento dell'accordo vede comunque rafforzarsi la presenza cinese nel nostro Paese dove sono presenti come fornitori di apparati di rete e smartphone giganti come Huawei e Zte. Non sfugge comunque il fatto che Wind Tre, che nel 2017 ha già visto il suo fatturato in contrazione del 4,5% a 6,1 miliardi, sta attraversando una fase delicata dato che il livello di competitività del settore. Una concorrenza, peraltro, accresciutasi dopo la recente discesa in campo del quarto operatore: la Iliad di Xavier Niel, nata dopo la cessione di alcuni assett imposti dall'Autority europea a seguito dell'ok alla fusione appunto tra Wind e Tre.

Per ironia della sorte secondo gli analisti di Berenberg Bank, Wind Tre sarebbe stata la più danneggiata dalla discesa in campo di Iliad, lasciando al nuovo avversario ben 100mila sim in un mese. Vero è comunque che, per ora, le connessioni che il gestore low cost francese sta effettuando passano proprio sulla rete del terzo operatore italiano. In un messaggio inviato ieri ai dipendenti, per spiegare la situazione, l'ad di Wind Tre Jeffrey Hedberg, che era stato voluto fortemente dal socio russo Veon, ha parlato di fiducia da parte di Hutchison nel management della società. Quindi al momento non sono previsti cambi al vertice. E neppure il ritorno di Vincenzo Novari che era uscito dall'orbita di Hutchison quando Tre, la società che aveva fondato grazie all'intesa che aveva raggiunto con il fondatore del gruppo Li Ka Shing, aveva siglato l'accordo con Wind, dando così origine al primo, per numero di abbonati, gestore mobile in Italia.

Hutchison, guidata ora dal figlio di Li Ka Shing, Victor è presente nella telefonia mobile, con il marchio «Three», anche in altri Paesi europei come l'Inghiterra, l'Austria e l'Irlanda. Secondo Canning Fok, co-Managing Director di Ck Hutchison per le tlc la mossa offre la possibilità di aumentare il valore per gli azionisti. In un comunicato Hutchison spiega che nel 2017, il possesso del 50% della società ha contribuito per un miliardo di euro all'ebitda e per più di 800 milioni all'ebit operativo di pertinenza del gruppo.

Veon, che altro non è che la ex -VimpelCom, ha già confermato una stima di guadagno netto pari a 1,1 miliardi di dollari, che saranno impiegati per ridurre il suo forte debito e per contribuire con 400 milioni all'operazione di acquisizione di Gth in Pakistan e Bangladesh. La chiusura dell'accordo è previsto nel terzo trimestre del 2018 previa, ovviamente autorizzazione delle autorità competenti.