I conti del Sole 24 Ore all'esame del mercato

Giallo sulla semestrale approvata ieri dal cda Confindustria vuole l'inversione di tendenza

«Il primo semestre è stato dedicato alla riduzione dei costi, nel secondo ci dedicheremo di più allo sviluppo dei ricavi», aveva promesso l'ad del Sole 24 Ore, Franco Moscetti, lo scorso 2 luglio.

Ieri il cda ha esaminato i conti del primo giro di boa del 2017. Alle 21.30 non si sapeva ancora niente, alimentando il sospetto che il cda abbia avuto molto da discutere. D'altra parte, alla vigilia di un aumento di capitale da 50 milioni, prima è cambiato il calendario finanziario con il rinvio a ieri dell'approvazione della semestrale, inizialmente fissata per fine luglio. Poi, all'inizio di agosto, il cda ha deciso di rivedere il piano industriale 2017-2020 dopo aver riscontrato nei primi sei mesi dell'anno nell'andamento dei mercati di riferimento «un calo materialmente maggiore di quanto previsto da studi di fonti terze indipendenti e della società» su cui si è basata la redazione del piano.

In particolare, la diffusione dell'insieme dei quotidiani su scala nazionale mostra nel primo semestre un calo della versione cartacea del 14% rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre la somma del cartaceo con il digitale evidenza un calo del 13,5 per cento. Anche il mercato di System, la concessionaria di pubblicità del gruppo, è sceso del 9,9%, soprattutto nei quotidiani, la contrazione per i periodici è del 7% e per internet è pari a -1,7% mentre risulta invece in crescita del 5% il mercato radio.

Il presidente di Confindustria, che controlla il Sole, Vincenzo Boccia, spera di varare l'aumento di capitale presentando come biglietto da visita un gruppo editoriale che si sta riprendendo non solo dal punto di vista industriale. Ma la missione di Moscetti è complicata anche dal punto di vista del conto economico. Le stime più pessimiste circolate negli ultimi giorni disegnavano un quadro ancora fosco con circa 40-45 milioni di perdite. Che non cambierebbe molto la fotografia scattata nel trimestre chiuso dal Sole con un rosso di 28,2 milioni, rispetto agli 11,6 milioni dello stesso periodo 2016 (anno chiuso con una perdita di 92 milioni), e un patrimonio netto negativo da 39,9 milioni, 28 in più rispetto a dicembre 2016. Nel trimestre il giro d'affari è ulteriormente rallentato (-11,4% a 68,6 milioni) per effetto di minori introiti pubblicitari e di un calo dei ricavi editoriali.

Certo, Moscetti ha fatto un gran lavoro sui costi, sia operativi sia distributivi, e ha raggiunto un accordo con i sindacati su 236 esuberi fra grafici e poligrafici. Nei primi tre mesi il manager è riuscito anche a migliorare di 3,1 milioni l'ebitda rispetto all'anno precedente. Ma per riportare i conti in equilibrio ora servono i ricavi. Che invece stanno scendendo addirittura più del previsto (come per tutti i gruppi editoriali, del resto). Nel caso nel piano al 2020 del Sole, si abbassano da 295 a 282 milioni, a parità di perimetro, e a 247 milioni, deconsolidando l'area Formazione il cui 49% è stato ceduto a Palamon Capital Partners per circa 40 milioni. Giù anche il margine operativo lordo che cala da 45 a 44 milioni (33 milioni senza la Formazione) e il risultato operativo da 34 a 33 milioni (23 milioni senza la Formazione).