I dubbi dei risparmiatori

«Cosa faresti in vista del voto inglese su Brexit? Alleggeriresti le posizioni in attesa di capire cosa accadrà?» Mi avete scritto in tanti in questi giorni ponendomi questa domanda. Lo ha fatto anche il dipendente di una banca. La mia risposta? E' la stessa per tutti: «Se sapessi in anticipo cosa accadrà dopo la decisione dell'Inghilterra starei a qui a fare il giornalista?» L'idea che possa esserci una Brexit ha già portato ad una correzione dei valori di mercato. Se qualcuno pensava che ciò sarebbe potuto accadere avrebbe dovuto pensarci prima. Ma se la Brexit non dovesse materializzarsi come reagiranno i mercati? Se ci dovessero essere rialzi importanti e come riusciremmo mai a rientrare in corsa? Quella di possedere la «sfera di cristallo» attraverso la quale poter leggere il futuro è la chimera di tutti gli investitori. Ma la sfera di cristallo non esiste. Diffidiamo di chi ci racconta in anticipo cosa accadrà domani, perché nessuno è in grado di farlo. Se qualcuno lo fosse lo farebbe con i propri investimenti, e non perderebbe il suo tempo con quelli di qualcun altro. Ed allora cosa fare? Ognuno dovrebbe rispettare il proprio ruolo nella lunga filiera della gestione del risparmio. Al vertice di questa filiera troviamo proprio il risparmiatore che dovrà saper strutturare i suoi progetti finanziari a prescindere dalla Brexit di turno; lo scorso anno parlavamo di Grecia e di Cina, il prossimo? E poi ci sono i consulenti. A loro spetta costruire i piani finanziari ed aiutare i risparmiatori a non restare preda delle emozioni che distruggono valore. Lasciamo ai gestori il compito di fare le scelte di investimento, se alleggerire o mediare le posizioni, se modificare o meno le percentuali di investimento. Neanche loro hanno la sfera di cristallo, ma sono più informati di noi su quello che accade ad aziende e mercati, Brexit o non Brexit. Di questo si parlerà nellla trasmissione Mercati che Fare in onda domenica alle 14.30 su TgCom24.

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