I fondi oltre «quota 2.000» A maggio accelera la raccolta

Il patrimonio tocca il massimo storico. Lo scorso mese flussi netti per 11,5 miliardi, bene gli obbligazionari

Oltre 2mila miliardi di euro. A tanto è ammontato a fine maggio il patrimonio dell'industria italiana del risparmio gestito che per la prima volta sfonda il muro dei 2mila miliardi grazie anche a una raccolta netta mensile di 11,5 miliardi: da inizio anno il totale ammonta a 48,4 miliardi.

Anche a maggio sono stati i fondi a trainare la raccolta con flussi mensili pari a 12,5 miliardi. In rosso invece le gestioni di portafoglio sebbene occorra distinguere tra quelle per il pubblico retail (in attivo per 771 milioni) e quelle per investitori istituzionali (in deficit per -1,7 miliardi). I fondi comuni (1.008 miliardi per il 50,3% di quota di mercato) hanno così sorpassato le gestioni di portafoglio (997 miliardi pari al 49,7%) quanto a patrimonio complessivo.

Restando ai fondi, a maggio il mercato si è indirizzato molto sui prodotti obbligazionari (7,3 miliardi di raccolta netta). I flessibili (2,7 miliardi) hanno prevalso sugli azionari (2,4 miliardi) e sui bilanciati (2,2 miliardi) mentre i monetari hanno lasciato sul terreno 2,2 miliardi (il saldo da inizio anno è ora negativo per 2,5 miliardi).

Tenendo conto dei flussi mensili e delle variazioni dei mercati, i fondi obbligazionari avevano a fine maggio il 41,7% del totale di mercato (399,7 miliardi), seguono i flessibili con il 23,4% (224,2 miliardi), gli azionari con il 22,3% (213,5 miliardi), i bilanciati con il 9% (86,4 miliardi) e i monetari con il 3,2% (30,6 miliardi). Nel confronto tra fondi di diritto italiano e fondi esteri, sono sempre questi ultimi a prevalere nel mese con 10,3 miliardi di raccolta (30 miliardi da gennaio): i fondi di diritto italiano non vanno oltre i 2,2 miliardi mensili (5,6 miliardi da gennaio). A maggio ai fondi esteri faceva capo un patrimonio di 711,4 miliardi (74,2%) contro i 247,3 miliardi dei fondi di diritto italiano (25,8%).