Tra i grandi azionisti di Unicredit il fondo inglese Pamplona al 5%

Unicredit ha un nuovo azionista rilevante. È il fondo di investimento Pamplona Capital Management che ieri ha reso noto di aver acquistato il 3,02% del capitale di Piazza Cordusio salendo così al 5,01% piazzandosi dietro Aabar, primo socio con il 6,5%. L’investimento ai prezzi di Borsa di ieri ((-2,44% a 2,4 euro) vale circa 420 milioni di euro (700 milioni circa invece l’intera quota)
«Siamo entusiasti di questo investimento e crediamo che il management team di Unicredit possa orientarsi con successo nella crisi europea al fine di rafforzare ulteriormente la posizione della banca nel proprio mercato di riferimento», ha fatto sapere il fondo creato da Alex Knaster, ex ceo della russa Alfa Bank e già capo del Credit Suisse a Mosca.
L’operazione si svolgerà attraverso un finanziamento concesso da Deutsche Bank che ha contestualmente ceduto a Pamplona opzioni put ed ha acquisito dalla stessa opzioni call sull’intero 5,01%. Entrambi i tipi di opzioni potranno essere regolati con la consegna fisica o con il pagamento del differenziale, ma «in nessun caso - si legge in una nota - Deutsche Bank acquisterà e manterrà azioni Unicredit».
L’ingresso si configura perciò come amichevole e lo stesso top management di Piazza Cordusio aveva incontrato i vertici di Pamplona nel corso dei periodici roadshow. «È evidente che hanno ritenuto il gruppo molto serio», ha commentato il presidente della Fondazione Banco di Sicilia (componente del «nocciolo duro» di Unicredit) Giovanni Puglisi.
In ogni caso, si tratta del primo investimento di Pamplona Global Financial Institutions, il fondo creato dal gruppo a fine 2011 con una disponibilità di un miliardo di euro per investire nel settore finanziario. La specializzazione della società creata da Knaster (che può contare sull’appoggio del tycoon russo di Alfa Group Mikhail Fridman) è rappresentata dal private equity e dagli hedge fund (oltre 4 miliardi affidati in gestione ai due comparti), mentre solo a giugno dell’anno scorso è stata lanciata la linea di investimento nell’area «Debt» (ossia l’acquisto di insolvenze).
Ma per Pamplona, con un vasto portafoglio di asset in Germania e Spagna, non si tratta della prima volta in Italia. L’anno scorso aveva valutato il dossier Rhiag, la società leader dei ricambi per auto che ritirò il progetto di Ipo a causa dell’eccessivo sconto richiesto dal mercato. Una «toccata e fuga» perché l’interesse non si concretizzò. Con Unicredit è andata diversamente. La mission di Pamplona Global Financial è investire «su istituzioni sottovalutate ma leader nei rispettivi mercati e ben posizionate per uscire vincitrici nell’imminente ristrutturazione dell’industria bancaria europea».