I legali dei Ligresti su Fonsai: «Inchiesta da spostare a Milano»

É a Milano il Nis, ovvero il Network information system della Borsa, da cui devono passare tutte le comunicazioni ai mercati: quindi se nel caso Fonsai si è commesso il reato di manipolazione dei mercati, il reato è stato commesso a Milano. Per questo, ieri, i legali di Salvatore Ligresti e delle sue figlie Giulia e Jonella, arrestate insieme a lui il 17 luglio, hanno ribadito al tribunale del Riesame di Torino la richiesta di annullare, per incompetenza territoriale, l'ordine di cattura spiccato dal giudice preliminare Silvia Salvadori a carico dell'anziano ex patron di Fonsai e dei suoi figli. Il tribunale ha tempo fino a venerdì prossimo per rendere nota la sua decisione.
Oltre che per incompetenza territoriale, gli avvocati dei Ligresti (Gianlugi Tizzoni, per Salvatore e Giulia; Alberto Mittone e Lucio Lucia per Jonella) hanno chiesto la revoca dell'ordinanza di custodia perché non esisterebbe nessuno dei due presupposti indicati dal gip per giustificare il carcere preventivo, ovvero il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Salvatore Ligresti, ha spiegato Tizzoni, non è mai fuggito in nessuno dei casi giudiziari precedenti, non intende farlo adesso e non è neppure nelle condizioni fisiche di farlo. D'altronde, la disponibilità di fondi esteri che per il giudice rendeva concreto il rischio di fuga è stata congelata nei giorni scorsi da un provvedimento della magistratura elvetica, che procede a carico della famiglia per un'ipotesi di autoriciclaggio.
All'udienza, la Procura torinese era rappresentata dal pubblico ministero Marco Gianoglio, che ha chiesto al tribunale di confermare le ordinanze di custodia. Gianoglio è ancora in attesa di interrogare Salvatore Ligresti, che è l'unico degli arrestati che non è stato sentito. L'interrogatorio era stato fissato, ma il difensore dell'Ingegnere ha poi comunicato ai pm che le condizioni di salute dell'imprenditore non gli permettevano di affrontare né il viaggio né lo stress del faccia a faccia.
Se ne riparlerà, semmai, il prossimo settembre, quando farà più fresco e per l'uomo che ha costruito mezza Milano sarà più facile lasciare la sua villa-prigione di San Siro.
Nel frattempo, il tribunale civile di Milano, nella persona del giudice Angelo Mambriani, ieri ha rinviato al 22 ottobre l'udienza in cui dovrà decidere se accogliere la richiesta di sequestro di beni per 245 milioni avanzata dai nuovi vertici di Fonsai, e votata anche da Unipol a carico della famiglia Ligresti. Secondo la richiesta, a 130 milioni ammonterebbero i danni arrecati dai Ligresti a Fonsai e a 115 quelli arrecati alla controllata Milano Assicurazioni.