«I miei primi 100 giorni da manager italiano alla guida dell'Europa»

L'interim (eccetto il Regno Unito) assunto a inizio anno: «Un premio al lavoro di squadra In Inghilterra mi vedono come “novità”»

nostro inviato

a San Martino di Castrozza

«I miei primi 100 giorni nel ruolo di European regional manager? Sicuramente una grossa soddisfazione professionale anche se devo affrontare dei sacrifici per gestire questa nuova situazione insieme e quella italiana».

Daniele Maver, 58 anni, numero uno di Jaguar land Rover Italia, dall'inizio dell'anno ha assunto ad interim la guida del gruppo in Europa (tutti i Paesi eccetto il Regno Unito). «Mi fa piacere - aggiunge in questa intervista - come l'Italia sia molto apprezzata in Jaguar Land Rover, il ruolo che mi è stato assegnato rappresenta, senza dubbio, un premio al lavoro di squadra svolto non solo nelle vendite, ma anche per la loro qualità: i concessionari hanno un unico configuratore, inviamo ai clienti i questionari sulla loro soddisfazione ancora prima dell'acquisto; inoltre, abbiamo introdotto la figura del “concierge”, una persona che interagisce con il cliente. Tutte cose che diventeranno un punto di riferimento in Europa».

Presidente Maver, come ha organizzato ora Jaguar Land Rover Italia?

«A Roma ci sono comunque qualche giorno durante la settimana. Marco Santucci ha preso la responsabilità di marketing e vendite, nonché il coordinamaento dell'attività commerciale e quotidiana».

Intanto cresce la colonia dei manager italiani che ricoprono ruoli di responsabilità nei quartieri generali dei costruttori di auto.

«Faccio qualche esempio: il mondo Ford e gli Usa hanno mentalità più aperta, non valutano la provenienza ma le capacità della persona. Jaguar Land Rover è un gruppo fortemente britannico con un management molto tedesco, tra cui il nostro presidente. Un'anima inglese, corroborata dallo spirito tedesco. E qui l'italiano è una novità».

Nel Regno Unito è molto sentita l'importanza di un marchio automobilistico nello sviluppo del Paese. Insomma, il settore è considerato a tutti gli effetti centrale.

«L'economia attuale si sposta molto sul web. E fanno impressione le capitalizzazioni che Google o Facebook raggiungono. Ma per l'attività produttiva c'è bisogno del classico pezzo di ferro, del bene materiale capace di dare occupazione e che raggruppa caratteristiche uniche, come la tecnologia e il design. Insomma, una fusione di elementi che staziona nel cuore delle persone».

Dall'estero come viene vista la fiscalità sull'auto in Italia?

«Come strana. Per esempio quelle misure introdotte quando si voleva fare della lotta all'evasione una bandiera. Noi, in proposito, vendiamo le nostre Range Rover per l'80% con il motore da 249 cavalli, la versione meno consona per questo tipo di modello. All'estero fanno molta fatica a capire...».

Il mercato europeo vive una ripresa duratura?

«In Europa la ripresa c'è un po' dappertutto. Il Regno Unito ha sofferto meno la crisi e sta andando molto bene. Vedo una ripresa robusta in alcuni Paesi, come la Spagna, grazie al piano incentivi; mentre da noi è molto legata al noleggio».

Il piano di quantitative easing varato dalla Bce gioverà al settore?

«Il Qe adovrebbe spingere le banche a erogare più credito alle imprese. Le Pmi, oggi, sono molto poco assistite dal sistema bancario. E lo vediamo anche nelle imprese concessionarie, per lo più di dimensioni medie. Il Qe, comunque, una spinta la darà».

I gusti dei clienti: che cosa dicono i vostri designer?

«Il trend premia Suv e crossover. Negli Usa, per esempio, le station wagon sono scomparse, mentre le auto sportive vengono acquistate dagli appassionati e si guarda molto al blasone del marchio».

Anche voi puntate sulle flotte aziendali, ora.

«Siamo partiti con la Jaguar Xe in quanto il suo segmento è per il 50% quello scelto per le flotte».

Nel vostro «stato maggiore» ci sono quattro ex Bmw. Non mancheranno i consigli per insidiare di più i bavaresi...

«Rispondo parlando della Xe: telaio in alluminio, leggerezza e maggiore rigidità torsionale. E poi i nuovi motori Ingenium, realizzati nel Regno Unito, molto versatili ed efficienti grazie ai 99 grammi di CO2 emessi per chilometro, e le nostre sospensioni di alta gamma Integral link. Non ho finito: la guidabilità è superiore e straodinaria».

Daniele Maver (Jaguar Land Rover)