I Moratti senza benzina Saras perde 200 milioni

Più perdite, meno ricavi e debiti in aumento. Primo semestre difficile per Saras, che da quando la raffinazione ha smesso di essere la gallina d'oro per il gruppo controllato dalla famiglia Moratti continua a dar ben poche soddisfazioni ai suoi azionisti. Il dividendo manca all'appello da ormai quattro anni, ed è difficile ipotizzare un ritorno alla cedola per l'esercizio 2013 da come è messa la situazione. Le perdite a fine giugno hanno infatti superato i 200 milioni di euro, contro il rosso di 117,7 milioni accusato nello stesso periodo dello scorso anno, denunciando un andamento negativo anche fra aprile e giugno, trimestre in cui il risultato netto adjusted è stato di -46,3 milioni (-58%) nonostante un leggero aumento del giro d'affari, pari a 2,8 miliardi (+4%). L'indebitamento finanziario netto è inoltre salito a 157 milioni rispetto agli 82 del giugno 2012.
Il disavanzo dei primi sei mesi è imputabile in parte al calo del 6% del fatturato (a 5,445 miliardi), ma a sgonfiare gli utili fino a farli svaporare sono state soprattutto le svalutazioni effettuate - una «sberla» da 232 milioni - per adeguarsi ai tagli contenuti nel decreto del Fare delle tariffe del cosiddetto Cip6, gli incentivi pubblici introdotti nel 1992 per la produzione elettrica da fonti verdi, poi estesi ad altre fonti energetiche.
I risultati hanno sorpreso negativamente gli analisti, mentre il titolo ha contenuto il calo allo 0,9%. «I numeri del secondo trimestre sono leggermente inferiori alle nostre attese», commentano da Intermonte, anche se la posizione finanziaria netta negativa per 157 milioni è migliore dei -174 milioni delle stime. «Confermiamo il nostro giudizio neutral sul titolo». Per gli analisti di Equita («buy» e target price a 1,08 euro) è una trimestrale senza spunti importanti: raffinazione debole come nelle attese, power generation impattata dalla revisione delle tariffe Cip6, marketing leggermente sotto le attese come l'utile. La sforbiciata alle tariffe Cip6 preoccupa anche Kepler Cheuvreux («reduce» e target price a 0,90 euro), secondo cui i fondamentali della società restano depressi. L'unico appeal speculativo è legato all'intesa con Rosneft, entrata nel capitale con il 21%, di cui il 13,7% acquistato dai Moratti per quasi 180 milioni. Curiosamente, il comunicato della società non dedica neppure una riga al recente scioglimento della cassaforte di famiglia, la Angelo Moratti Sapa (che custodisce il 50,01% di Saras), e alla nascita di due distinte società in cui i fratelli Gianmarco e Massimo faranno confluire i rispettivi patrimoni. Diventando, di fatto, due separati in casa.