I paletti Telecom per frenare il monopolio delle torri tlc

Un contratto stabilisce le clausole di utilizzo per Cellnex. Meno vincoli per EiTowers sulle tv

In Italia c'è monopolio e monopolio. Per le torri di trasmissione l'offerta da 1,2 miliardi prospettata lo scorso anno, proprio di questi tempi, da Ei Towers controllata da Mediaset sul concorrente RaiWay è stata bloccata. L'accordo aveva un forte senso industriale ma era deprecato dalla politica. Tanto che per l'Antitrust si trattava di una pericolosa concentrazione monopolista. Certo, il passaggio delle 2.300 torri di RaiWay, a cui EiTowers aveva comunque anche offerto la quota di maggioranza, in una società che aveva già di suo 2700 torri dedicate al broadcasting concentrava il mercato nelle mani di un solo operatore. Lo stesso rischio si ripropone nel prossimo consolidamento del mercato delle torri tlc. Cellnex, società spagnola nata da una costola di Abertis che è il maggior operatore europeo di torri tlc con 15mila siti, è interessata alla torri di Inwit, dove sono confluite le 11.500 infrastrutture della rete mobile di Telecom Italia. Dato che Cellnex in Italia ha già comprato le torri di Wind se prendesse anche quelle di Telecom andrebbe verso il monopolio. Cellnex, per mitigare il rischio di essere additata come monopolista, si è astutamente alleata con F2i, il fondo infrastrutturale governativo. Ma anche Telecom si è tutelata tramite con un service agreement con Inwit con opzioni di veto e il rinnovo del contratto fino al 2031. La questione pesa sulle valutazioni di Cellnex che punta ad acquistare la maggioranza di Inwit e lo stesso potrebbe essere per l'altro contendente, American Towers, che partecipa alla gara senza molta convinzione. Diversa è la posizione del terzo partecipante, EiTowers, che punta ad un'alleanza con Telecom senza voler diventare socio di riferimento. Le clausole «antimonopolio» poste limiterebbero molto i risparmi per sinergie prospettate da Cellnext. Tanto per fare un esempio: su 7400 torri situate nei comuni con meno di 50mila abitanti, solo Telecom potrà autorizzare accordi commerciali con altri operatori per usare quei siti. Ovvio che Telecom può modificare il contratto con Inwit ma se Cellnext potesse raggruppare le torri che servono Tim con quelle di Wind, il segnale di quest'ultima potrebbe migliorare. Una prospettiva non troppo esaltante per Tim, dato che Wind, dopo la fusione con «3», diventerà nella telefonia mobile un concorrente più che temibile.