I Peugeot cedono lo scettro a Hollande

Per la famiglia Peugeot il 2014 sarà un anno da dimenticare. Per salvare il gruppo Psa ormai con le casse vuote, infatti, non c'è stata altra scelta che la nazionalizzazione: il 14% è passato nelle mani dell'Eliseo e la stessa partecipazione è stata ceduta ai cinesi di Dongfeng. Il totale fa 28%, tra Parigi e Pechino, con la famiglia Peugeot che dopo due secoli ha di fatto perso il controllo del gruppo.
L'ultimo smacco, però è di queste ore: per la prima volta dalla fondazione, sulla poltrona di presidente del consiglio di sorveglianza di Psa non siederà più un membro della famiglia. Thierry Peugeot, infatti, lascerà il posto a Louis Gallois, ex amministratore delegato di Eads, la casa madre di Airbus, mettendo così fine al controllo esclusivo da parte della storica famiglia. Il passaggio di consegne rappresenta, in pratica, la prima mossa pesante dell'azionista Eliseo. Era stato infatti il presidente François Hollande a imporre Gallois come consigliere indipendente nel board di Psa Peugeot Citroën. Lo Stato, in proposito, nell'ottobre del 2012 si era impegnato ad acquistare future emissioni di titoli della banca del gruppo sul mercato per una cifra di 7 miliardi in tre anni. L'altra contropartita chiesta da Parigi, all'epoca attraverso il ministro per il Rilancio produttivo, Arnaud Montebourg, era la riduzione significativa del piano di tagli annunciato qualche mese prima con 8mila licenziamenti.
Ora, però, con la nomina di Gallois alla presidenza di Psa al posto di monsieur Peugeot, Hollande prende in mano la situazione del gruppo. E sarà proprio il «delfino» dell'Eliseo a trattare con il nuovo amministratore delegato Carlos Tavares le strategie del presente e del futuro. Il prossimo 26 marzo, tra l'altro, è in programma la firma dell'accordo che permetterà l'ingresso nel capitale dello Stato francese e della cinese Dongfeng. E per quella data i nodi più importanti dovranno essere sciolti. Tra questi anche la riduzione a due da quattro dei membri della famiglia Peugeot nel cda. A restare dovrebbero essere lo stesso Thierry inseme al cugino Robert.
La nomina di Gallois sarà comunque sottoposta al vaglio dell'assemblea degli azionisti il prossimo 25 aprile.
Un 2014 da domenticare per Psa, dicevamo, ma anche per Gm. Il colosso automobilistico di Detroit, infatti, dall'inizio del 2012 alleato dei francesi, con il trascorrere dei mesi e alla luce delle difficoltà crescenti di Peugeot Citroën si è visto costretto a cedere il 7% delle quote del gruppo in suo possesso. Sfumati anche i piani di produrre insieme un'utilitaria e i relativi propulsori. La rivoluzione in Psa, con l'ingresso di due soci forti, l'Eliseo e Dongfeng, pone ora Gm in una posizione di attesa. Gli americani vogliono capire se gli altri accordi industriali rimasti sul tavolo avranno un futuro.
Ad avere un ruolo attivo nel settore automobilistico restano gli Agnelli (Fiat-Chrysler), i Ford, Ferdinand Piëch (gruppo Volkswagen) e i Quandt (Bmw), le famiglie giapponesi Toyoda (Toyota) e Suzuki.

Commenti

killkoms

Gio, 20/03/2014 - 13:26

e la Uè cosa dice su questo salvataggio di stato?

giusemau

Ven, 21/03/2014 - 15:33

per i francesi ..tutto è permesso aiutone ..statale... ma no ora si dirà che lo stato è un azionista..vero eurocrati..a senso unico

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Sab, 22/03/2014 - 16:14

Con Fiat avrebbero alzato palizzate di 20 metri.