I piani segreti di Marchionne per Fca

Oggi l'ad al Salone di Ginevra: dal diesel al successore, ecco che cosa può accadere

Ginevra Tante le domande alle quali, oggi, dal Salone di Ginevra, l'ad di Fca, Sergio Marchionne, dovrà provare a rispondere. A partire dal rinvio, al secondo trimestre, di una decisione sullo scorporo di Magneti Marelli. C'è chi parla di interesse da parte di altri gruppi nei confronti della società, o parte di essa, di Fca. E tra queste si è fatto il nome di Brembo. Ci pensa però il vicepresidente esecutivo Matteo Tiraboschi a escluderlo: «Non esiste alcun nostro dossier su questa bellissima realtà italiana - puntualizza Tiraboschi al Giornale - che, tra l'altro, è molto più grande di Brembo. Con Magneti Marelli continuiamo a lavorare, ma senza altre intenzioni».

Per Marchionne, intanto, Ginevra 2018 ha un significato speciale. Potrebbe, infatti, essere il suo ultimo Salone svizzero nella veste di «uomo solo al comando». Tra un anno, quando mancherà poco più di un mese alla sua uscita dal gruppo, ad affiancarlo, nella tradizionale conferenza stampa, dovrebbe esserci il successore. Il nome del prescelto non è ancora stato fatto, mentre il toto «nuovo ad» è in corso da tempo: Alfredo Altavilla? Pietro Gorlier? Mike Manley? Richard Palmer? Oppure un outsider? Oggi, a due giorni dall'apertura dell'88° Salone di Ginevra, Marchionne potrebbe chiarire se esiste una short list e quando sarà sciolto il riserbo.

Gli analisti, in proposito, ritengono fondamentale che il nuovo piano industriale al 2022, che l'ad di Fca presenterà all'Investor Day dell'1 giugno, sia subito condiviso con colui che lo dovrà portare avanti. Marchionne, dunque, nel 2019 non dovrebbe più presentarsi a Ginevra come «uomo solo al comando» di Fca; non sarà però così per Ferrari, visto che ne manterrà la guida almeno fino al 2021.

Tanta la carne al fuoco nei prossimi giorni a Ginevra, e tanti i nodi ancora da sciogliere per Fca. Da Marchionne si attende chiarezza sulla strategia che, secondo le indiscrezioni del Financial Times, vedrà il gruppo rinunciare al diesel dal 2022. E le minacce di Donald Trump di applicare maxi-dazi, oltre che su acciaio e alluminio, anche sulle auto prodotte in Europa? A che punto sono i colloqui con Hyundai sulla tecnologia dell'idrogeno? L'ingresso nella cordata Bmw-Intel-MobilEye per la guida autonoma può sfociare in qualcosa di più tangibile? Fca proseguirà davvero il cammino da sola? (La cinese Geely si sarebbe fatta avanti). E cosa significa, in prospettiva, la concentrazione a Modena delle varie funzioni relative a Maserati e Alfa Romeo, il polo premium di Fca? Toccherà al successore di Marchionne trattare la vendite del gruppo, o di una sua parte, a un altro Big del settore? Non mancherà, oggi, anche il commento dell'ad sull'esito delle elezioni. Con Luigi Di Maio, leader del M5S, che viste le sue origini, potrebbe chiedere più attenzione verso la «sua» Pomigliano.

Commenti

Anonimo (non verificato)