I sindacati di Alitalia accettano la solidarietà

La prima azione importante di Gabriele Del Torchio, da un mese ai comandi di Alitalia, riguarda il personale. Si tratta di una ristrutturazione degli uffici di terra, con lo scopo di accorciare la catena di comando. Gli esuberi individuati sono 630, e per evitarli è stata trovata, assieme ai sindacati confederali, una misura alternativa, tesa a salvare i posti di lavoro ma ad alleggerire ugualmente i costi per l'azienda. Ieri l'incontro definitivo tra Cgil, Cisl, Uil e Ugl con l'azienda si è svolto in un clima comunque costruttivo e consapevole, perché la crisi che sta divorando la compagnia non permette contrasti aspri.
La soluzione trovata è quella di introdurre i contratti di solidarietà della durata di due anni per 2.300-2.400 dipendenti di terra (esclusa Alitalia Airport e la manutenzione) che saranno posti in cassa integrazione per 5 (o 6) giornate al mese, con una riduzione di stipendio che, a seconda degli ultimi dettagli dell'accordo, potrà essere tra i 50 e i 70 euro mensili. Il principio del contratto di solidarietà è: lavorare meno per lavorare tutti. Per l'azienda sarà un risparmio quantificabile in circa 20 milioni. Già lo scorso anno un numero analogo di esuberi era stato neutralizzato con misure di flessibilità del lavoro. L'azione sul personale sulla quale per tutta la giornata di ieri si sono confrontati i manager e i rappresentanti dei lavoratori, è la prima importante misura della gestione Del Torchio, che anticipa di qualche settimana il piano industriale con il quale il nuovo ad si propone di rimettere i conti in ordine.
Sul piano emergono le prime indiscrezioni. I vari uffici della compagnia stanno analizzando tutti i capitolati di spesa per cercare di operare nuovi tagli. L'azienda esclude di tagliare la flotta, anche se questa voce continua a serpeggiare. Il piano, oltre che riduzioni dei costi, dovrà contenere misure per la crescita dei ricavi. E in questo senso Del Torchio ha già lasciato trasparire l'intenzione di valorizzare l'area di prodotto che dà maggiori soddisfazioni: il lungo raggio. Va ricordato che, stando ai numeri del primo trimestre 2013, le tre aree di attività hanno avuto andamenti molto diversi: i passeggeri sulle tratte nazionali sono diminuiti del 7,4% (meglio del meno 11% del mercato complessivo). Nel segmento internazionale i ricavi sono aumentati dell'1,1% e in quello intercontinentale dell'11,5%. È proprio qui che si vogliono concentrare gli sforzi per lo sviluppo.