I sottaceti Saclà perdono la battaglia del peperoncino


È durata nove anni la guerra tra la Saclà, colosso dei sottaceti, e il fornitore che le aveva venduto del peperoncino con un colorante proibito. E alla fine la Cassazione ha dato in parte torto all'azienda astigiana, stabilendo che rientrava tra i suoi doveri controllare la qualità della materia prima. Il colorante sotto accusa è il «Sudan 1», una venice rossa, dichiarato a rischio cancerogeno nel 2005.
I Nas avevano sequestrato una partita di sottaceti contenenti Sudan 1, e a quel punto Saclà aveva fatto causa all'azienda fornitrice del peperoncino di origine indiana, la New Food. In appello i giudici avevano condannato i fornitori a risarcire circa 3 milioni a Saclà. Ma la Cassazione ha dato ragione all'assicurazione della New Food, sostenendo che Saclà aveva l'obbligo di controlli «a campione» sulla merce che le era stata venduta.