Per i Vip di Gstaad il fisco resta leggero

A Gstaad, la stazione alpina svizzera rinomata per i suoi paesaggi ma anche per i vantaggi fiscali dedicati ai milionari stranieri, sono probabilmente in molti a tirare un sospiro di sollievo. Chiamati alle urne, gli elettori del Cantone di Berna, dove si trova appunto il paradiso dei milionari, hanno infatti respinto con il 66,5% un referendum lanciato dai partiti di sinistra che chiedeva l'abolizione della vantaggiosa tassazione forfettaria (calcolata in base alle spese o a un multiplo del valore locativo della casa) in favore dei ricchi stranieri - purchè senza attività lucrativa in Svizzera - residenti nel Cantone: 170 solo a Gstaad, tra cui Johnny Halliday, Vittorio Emanuele di Savoia, Roman Polanski e Bernie Ecclestone. Più severi sono invece stati gli elettori del Cantone di Basilea Campagna, che hanno detto sì all'abolizione col 61,4% dei voti: qui però sono solo 16 i Vip che beneficiano di questo regime, niente in confronto agli oltre 230 del Cantone di Berna, che a loro deve duemila posti di lavoro, secondo i calcoli degli avversari all'iniziativa anti-forfait. E un sì al referendum avrebbe provocato l'esodo dei Paperoni stranieri con gravi ripercussioni economiche.
«Qui a Gstaad non troverete una sola persona in favore dell'iniziativa», aveva recentemente ammonito Hanspeter Spychiger, presidente dell'associazione padronale della regione. Prudenti, gli elettori bernesi hanno quindi optato per il controprogetto del Parlamento - accolto con il 52,9% di sì - che prevede un raddoppio a 400mila franchi (circa 330mila euro) del reddito minimo imponibile per la concessione del forfait fiscale. Berna si è così allineata ai Cantoni di San Gallo, Turgovia e Lucerna, che hanno deciso di mantenere la tassazione favorevole, ma a condizioni più severe. Si calcola che in tutta la Svizzera i ricchi stranieri che non svolgono un'attività lucrativa e beneficiano di un forfait fiscale sono circa cinquemila.