Idb, il polo italiano dell’arredamento pensa alla Borsa e a nuove acquisizioni

Idb, il polo del design italiano nel settore dell’arredamento, costituito un anno fa da Private Equity Partners. La società, fondata e controllata da Fabio Sattin, Giovanni Campolo, Paolo Colonna ed i fratelli Giovanni e Michele Gervasoni, supportati da un gruppo selezionato di investitori privati di alto livello, vuole crescere ancora tramite nuove acquisizioni che porteranno a una probabile quotazione in Borsa.

L’obiettivo di Idb è quello di formare un polo del design attraverso aggregazioni in un’unica piattaforma di realtà eccellenti del settore arredo di alta qualità che in Italia è molto importante ma composto da società che faticano a raggiungere dimensioni significative. Quanto alle due realtà che già fanno parte della piattaforma, ossia il gruppo Gervasoni e Meridiani, i risultati sono in crescita. Nel 2015 il fatturato della prima è stato pari a 24 milioni (+ 5,7% rispetto al 2014) mentre per Meridiani i ricavi sono stati pari a 17,2 milioni, registrando una crescita spinta da importanti commesse contract, saliti dunque di oltre il 15% sul 2014. I risultati confermano un significativo trend di crescita delle due aziende e consentono a Idb di raddoppiare la dimensione, portando il fatturato consolidato a circa 41 milioni di euro, ponendosi di fatto come un interlocutore di riferimento nel settore dell’arredo di design di alto livello.

L’idea è quella di aggregare altre aziende simili, con fatturato compreso tra i 15 e i 40 milioni di euro, e una volta raggiunti almeno i 100 milioni di ricavi totali portare in Borsa la società. «Gervasoni e Meridiani sono due realtà imprenditoriali diverse - ha spiegato Fabio Sattin fondatore di Idb- che si sono avvicinate al progetto con motivazioni differenti ma che hanno trovato nella nostra società la soluzione per raggiungere obiettivi strategici comuni. Meridiani, nella persona del fondatore Renato Crosti, ha voluto garantire crescita e continuità all’azienda da lui creata, restando comunque al comando mentre i fratelli Gervasoni hanno colto una sfida imprenditoriale di più alto livello per continuare comunque a far crescere l’azienda».