«Imposte senza limiti: affittare è impossibile La local tax sarà peggio»

L'allarme di Confedilizia: «Aumenti fino al 300% anche per i canoni concordati. Per negozi e capannoni se ne va in tasse l'80% della cifra»

RomaAumenti delle tasse che sfiorano il 300% per chi ha deciso di concedere all'inquilino un canone ridotto. Affitti di negozi mangiati per l'80% dalle imposte sul mattone. Di questo passo, spiega Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, nessuno vorrà più affittare. Torneremo agli appartamenti vuoti e alle saracinesche abbassate causa fisco. A meno che il governo non inverta rotta.

Tasse sulla casa in continuo aumento, tutta colpa dei sindaci?

«Attenzione c'è un equivoco. L'aumento maggiore lo hanno deciso i governi nazionali tra il 2011 e il 2012 con la riforma Monti e con le conferme degli esecutivi Letta e Renzi. Poi ci sono le scelte dei sindaci. Nel 2014 il gettito di Imu e Tasi è stato di 25 miliardi. Per il 2015 si possono prevedere altri aumenti perché i comuni hanno ancora margini di manovra».

Confedilizia ha lanciato un allarme sulle case in affitto. Ma in questo caso non c'è la possibilità di concordare i canoni e ottenere agevolazioni fiscali?

«I canoni concordati furono pensati tanti anni fa per chi non può acquistare e, nell'affitto, non riesce ad accedere né al libero mercato né all'edilizia pubblica. Un mix di agevolazioni fiscali e canoni più bassi stabiliti dalle associazioni degli inquilini e dei proprietari. Con Imu e Tasi tutto questo sistema è stato distrutto. A Roma il proprietario di un immobile a canone concordato paga il 291% in più rispetto al 2011».

Anche colpa delle amministrazioni locali in questo caso?

«Dalle prime delibere che ci stanno arrivando ci sono città come Bologna dove le abitazioni affittate a canone concordato dovranno pagare l'aliquota massima Imu, al 10,6 per mille».

Hanno preso di mira i proprietari...

«Hanno rotto un patto tra proprietari e inquilini. Perdono tutti. Fino a quando non scadono i contratti ci rimette solo il proprietario, poi sarà l'inquilino a perdere, perché nessuno rinnoverà i contratti di affitto a queste condizioni».

Depotenziata anche la cedolare secca?

«Avrebbe avuto effetti strepitosi se pochi mesi dopo la sua approvazione non ci fosse stato l'Imu, che attenua molto gli effetti positivi. Stessa cosa per la riduzione dell'aliquota sui contratti concordati».

Quindi inutile agire con agevolazioni fiscali a livello nazionale?

«Inutile se non si interviene sull'Imu con un limite specifico».

La local tax è una soluzione?

«Se avrà la stessa struttura di Imu più Tasi e non sarà, come sembra, una tassa parametrata sui servizi, l'unica soluzione è introdurre dei limiti specifici, come è stato fatto per le abitazioni principali».

Sono a rischio anche gli affitti commerciali? Voi avete previsto un'epidemia di saracinesche abbassate..

«Tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale rischiano. La situazione sta peggiorando gradualmente. Man mano che scadono i contratti commerciali, che sono di norma lunghi, non vengono rinnovati. Ed è normale visto che la pressione fiscale reale è altissima. Un proprietario prima versava al fisco un già altissimo 60% di canone in tasse, ora si arriva all'80%. A queste condizioni è impossibile rinnovare il contratto».

E le seconde case?

«In questa categoria finisce di tutto, compresi gli immobili in affitto e quelli commerciali. Detto questo non si possono considerare le seconde case una colpa. Già pagano ben più del sopportabile e non producono reddito».