Impregilo, Palenzona in sella E Gavio contrattacca Salini

La lotta tra Gavio e Salini per il controllo di Impregilo si fa sempre più serrata. Ieri il gruppo piemontese che attraverso Igli controlla il 29,9% del general contractor ha presentato un esposto alla Consob relativo al prospetto informativo presentato dal concorrente romano (29,2%) del quale si lamenta l’omessa denuncia del conflitto di interessi. Immediata la controreplica di Salini: «Non vogliamo danneggiare Impregilo, ma valorizzarla».
L’altra notizia della giornata è legata alla nomina dei nuovi consiglieri di amministrazione, in seguito alle recenti dimissioni nel board (ieri è uscito anche l’ex rappresentante Fonsai Pini). Il nuovo presidente, come previsto, sarà Fabrizio Palenzona, numero due di Unicredit e presidente di Gemina e Adr nonché centro di gravità dei nuovi equilibri della finanza italiana. Assieme a Palenzona sono entrati tra gli altri Gian Maria Gros-Pietro e Roland Berger.
I nuovi consiglieri resteranno sicuramente in carica fino all’assemblea del 12 luglio dove si dibatterà della revoca chiesta da Salini sulla base dei risultati deludenti di Impregilo e, soprattutto, della violazione dello statuto sociale con l’ingresso nel settore delle concessioni. La contestazione di Beniamino Gavio nell’esposto a Consob si fonda invece sul presupposto che nel famoso prospetto di sollecitazione si sia trascurato di ricordare che Salini ha una quota superiore al 25% di Impregilo e dunque esercita una «influenza notevole» sulla società. Analogamente si chiede all’Authority di Giuseppe Vegas di far luce sui motivi che hanno indotto Salini e il proxy Georgeson a non specificare «gli effetti della revoca», cioè le azioni legali dei consiglieri giacché, secondo Igli, la loro sostituzione avverrebbe «senza giusta causa». A questo proposito, infine, la controllante ricorda che la partecipazione nel general contractor fa capo ad Autostrada Torino-Milano (Astm), che è quotata e dunque meritevole di ulteriore tutela. E su questo punto la controffensiva di Salini si fa più dura: «I pareri pro-veritate (tra i quelli quelli di Guido Rossi) sono incontrovertibili: Impregilo ha violato lo statuto». E quindi ha danneggiato «i suoi azionisti e quelli di Astm», conclude il gruppo, definendo «singolari» le recenti dimissioni in cda.
Anche Gavio & C. si sono affidati a un professionista della raccolta delle deleghe (ProxyCensus) per non lasciare nessun fronte scoperto. L’assise sarà presieduta da Palenzona che, dopo aver contribuito a risolvere complicati casi di governance in Unicredit e Generali, non si tira indietro. «Impregilo - ha dichiarato - è un’azienda che ha di fronte non solo il mercato globale ma anche la sfida del rilancio infrastrutturale italiano».