Impregilo-Salini, dalla «quasi fusione» dote di 6,4 miliardi

Impregilo e Salini da ieri sono una cosa sola. Anche se, a livello societario continuano a restare due entità distinte, il cda del general contractor ha approvato l'accordo strategico di «cooperazione organizzativa e commerciale» con il gruppo romano delle costruzioni: un'intesa che dovrebbe portare nuovi ordini nel periodo 2013-2017 per circa 6,4 miliardi di euro, circa il 20-25% di quanto raggiunto nel periodo 2007-2011.
Si delinea così il progetto del «campione nazionale» voluto dall'ad Pietro Salini (che ieri si è astenuto sia nel cda della sua azienda che in quello di Impregilo). Le sinergie saranno ricercate in tre ambiti: commerciale, di contenimento dei costi e manageriale. Proprio su quest'ultimo punto si assiste a una novità. Entrambe le società nomineranno un responsabile ciascuna per i progetti in Italia e uno per l'estero, che dovranno fare riferimento a due coordinatori nominati di comune accordo: le iniziative selezionate saranno «perseguite congiuntamente» e si concluderanno «con la presentazione di un'unica offerta al cliente». Non ci sarà tuttavia una «ripartizione dei mercati» né la rinuncia a nuove iniziative autonome, ma una condivisione di oneri e onori.
I due gruppi rimangono formalmente indipendenti e proprietari dei loro asset (l'accordo ha durata illimitata ma si può sciogliere con un preavviso di tre mesi) ma in realtà appare palese come questo sia il primo passo verso la fusione Impregilo-Salini, che il costruttore romano ha sempre ritenuto la migliore soluzione. Questa ipotesi è tuttavia avversata dai Gavio che detengono una quota pressoché uguale a quella dei Salini (il 29,9%) e costituiscono una minoranza di blocco insormontabile nell'assemblea straordinaria che sarebbe convocata ad hoc.
I Gavio, finora, sono rimasti silenti (anche se il loro esponente nel comitato parti correlate ha votato contro) e attendono il corso delle azioni legali con le quali hanno rimesso in discussione gli esiti dell'assemblea di luglio che ha di fatto determinato il cambio di controllo della società. Qualsiasi notizia che accenda i riflettori su Impregilo eccita il mercato: in una seduta sostanzialmente negativa il general contractor è stato uno dei pochi titoli ad apprezzarsi, guadagnando l'1,83% a 3,23 euro.
L'altro tema caldo, il dossier relativo alla cessione del 29% della concessionaria autostradale brasiliana Ecorodovias, è ufficialmente in mano al presidente di Impregilo, Claudio Costamagna. Le trattative con gli azionisti di maggioranza, la famiglia Almeida, proseguono, ma occorrerà aspettare per sapere se la vendita potrà fruttare effettivamente le risorse che il mercato si aspetta (1 miliardo di euro) contestualmente alla distribuzione di un maxidividendo.