Impregilo si sposa con Salini, ecco il nuovo big

Pietro Salini incastra i pezzi per la fusione del suo gruppo con Impregilo, da cui entro l'anno nascerà il nuovo campione nazionale delle costruzioni. L'aggregato, che si chiamerà «Salini Impregilo» e resterà quotato, raggiungerà 7,4 miliardi di ricavi nel 2016, rispetto ai 4,5 proforma attuali.
I consigli di amministrazione hanno posizionato il rapporto di concambio ieri notte a 6,45 azioni Impregilo per ogni titolo Salini.Al termine dell'operazione, che avverrà per «fusione inversa» attraverso l'incorporazione di Salini nel general contractor, Salini Costruzioni avrà l'89,95% del capitale della nuova realtà. I soci ordinari di Impregilo differenti da Salini e quelli di risparmio manterranno comunque le azioni che già posseggono. Il piano prevede, inoltre, che Impregilo abbatta il capitale sociale per 218 milioni (da 718 a 500), di cui 100 andranno a riserva legale.
Nell'attesa del verdetto Impregilo, di cui Salini dopo l'Opa controlla comunque già l'88,8%, ha ceduto il 4,9% a 2,62 euro in Borsa, doveil flottante è scarso. Dalla distribuzione del dividendo di 600 milioni avvenuta a maggio, di cui hanno tenuto in considerazione gli adivisor per i concambi, il titolo del general contractor è sceso del 40% mentre da fine maggio il calo è del 13%.
«È una grande soddisfazione per tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto importantissimo, che vede la creazione di un player mondiale nel settore delle infrastrutture con benefici per i clienti, i dipendenti e per il Paese», commenta lo stesso Salini che guida entrambe le società. I numeri del nuovo gruppo sono importanti per l'Italia, ma ancora lontani da quelli dei colossi esteri: i primi tre global contractor a livello mondile sono infatti cinesi (China Railway e China state engineering) con quasi 80 miliardi di fatturato, quindi la Francese Vinci con 40 miliardi. In Europa Salini-Impregilo (con 20 miliardi di portafoglio ordini e 32 mila dipendenti) andrà, invece, a prendersi il ventunesimo posto ora occupato dalla finlandese Yit, mentre nel mondo si attesterebbe al cinquattottesimo, davanti a Marie Tecnimont.
Le assemblee per la fusione sono attese a settembre, così da completare il percorso di fusione entro fine anno. La direzione strategica è comunque chiara da mesi. L'integrazione Salini-Impregilo segue infatti l'accordo strategico di collaborazione, sia commerciale sia organizzativa, che le due società hanno approvato a fine settembre.
In due anni, dunque, Pietro Salini è riuscito a entrare in Impregilo, scalzare dopo una dura battaglia (anche legale) gli avversari della famiglia Gavio, lanciare l'Opa per ottenere il pieno controllo della società e infine fonderla con la sua Salini. Con l'idea, come dimostra la cessione della brasiliana Ecorodovias, di focalizzare le energie sul business delle costruzioni.