Indesit: un guaio le fusioni nel settore dell’acciaio

«La concentrazione di colossi come Mittal e Arcelor può provocare altri aumenti delle materie prime»

da Milano

Indesit, terzo produttore di elettrodomestici europeo, lancia l’allarme: l’acquisizione di Arcelor da parte di Mittal Steel e altre analoghe operazioni di concentrazione ridurranno il potere di contrattazione delle imprese che utilizzano l’acciaio per le produzioni.
Mittal, il maggiore gruppo siderurgico europeo ma con radici in India, lunedì ha fatto un passo avanti verso l’acquisizione del gruppo lussemburghese Arcelor. Indesit, che compra 260mila tonnellate di acciaio l’anno, è «preoccupata che i processi di consolidamento» ha detto a Bloomberg News Federico Pecorini, responsabile approvvigionamenti e materie prime della società di Fabriano. I produttori di elettrodomestici, come Indesit, risentono anche dei livelli record dei prezzi di metalli come rame e nickel, utilizzati nelle caldaie e nelle lavastoviglie. Alcuni fornitori puntano a firmare contratti per una durata inferiore a quella standard di un anno, ha detto Pecorini. Il costo del reperimento e dell’acquisto di materie prime - ha precisato - rappresenta una quota tra il 65 e il 70% del costo di produzione.
Le aziende siderurgiche come Arcelor e la sudcoreana Posco quest’anno hanno alzato i prezzi dell’acciaio inox, dopo il rincaro del 55% registrato dal nickel. Nippon Steel, colosso dell’acciaio giapponese, ha annunciato che in maggio, per il quinto mese consecutivo, aumenterà i prezzi delle forniture. Quest’anno - ha detto Pecorini - Indesit è riuscita a evitare l’impatto pieno del rialzo dei prezzi del nickel, perché aveva concluso l’anno scorso i contratti con i suoi fornitori di acciaio inossidabile, qualità 304. Si tratta di un acciaio che ha un tenore dell’8% di nickel, e che è generalmente usato in elettrodomestici esposti a elevate temperature e a possibile corrosione.
Per far fronte ai maggiori costi del nickel, Indesit sta conducendo dei test sul possibile impiego di acciaio inox con un contenuto di nickel di circa il 4%, fornito da un’azienda giapponese. Se i test avranno successo - ha aggiunto il manager - l’acciaio a basso tenore di nickel potrebbe rimpiazzare quasi il 30 o 40% del fabbisogno di Indesit di acciaio di qualità superiore: «Un prezzo del nickel che si collochi tra 5 e i 10mila dollari sarebbe un prezzo accettabile per la qualità 304 e non dovremo quindi cercare alternative».

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